Annunciati i vincitori della X edizione del Premio per la Traduzione Poetica "Benno Geiger"
Top

Annunciati i vincitori della X edizione del Premio per la Traduzione Poetica "Benno Geiger"

Andrea Landolfi e Stefano Pradel hanno vinto la decima edizione del premio istituito dalla Fondazione Giorgio Cini. La cerimonia si terrà il prossimo 3 novembre

Annunciati i vincitori della X edizione del Premio per la Traduzione Poetica "Benno Geiger"
Preroll

redazione Modifica articolo

27 Ottobre 2023 - 15.38 Culture


ATF

Sono stati annunciati i vincitori della X edizione del prestigioso Premio per la Traduzione Poetica “Benno Geiger” 2023: riceveranno il premio i traduttori Andrea Landolfi e Stefano Pradel. Inoltre sono state anche assegnate due menzioni speciali e la borsa di studio trimestrale.

Nell’edizione di quest’anno sono state presentate un totale di 51 opere provenienti da 39 case editrici, con traduzioni da inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, portoghese, latino, serbo-croato, armeno e neogreco. Il vincitore Andrea Landolfi, onorato per la sua eccellente traduzione dell’opera “Nel centro d’ogni cosa” di Hugo Von Hofmannsthal, pubblicata da Del Vecchio Editore, ha ricevuto un premio del valore di 4.000 euro per la sua superba traduzione: questo premio rappresenta un riconoscimento dell’abilità di Landolfi nel catturare la bellezza e il significato dell’opera originale.

Non è tutto però: Stefano Pradel è stato onorato con il premio di 1.000 euro per i giovani traduttori per la sua traduzione di “Noi non c’eravamo” di Jordi Doce, pubblicata da Passigli Editori. Questi premi rappresentano un incoraggiamento per il loro eccezionale contributo alla traduzione poetica.

Leggi anche:  Aggredisce e ferisce l'ex compagna, poi si impicca: la donna si era recata in ospedale rifiutando il ricovero

La giuria ha ritenuto meritevoli anche Valentina Di Rosa per la traduzione di “Le parole non dormono” di Durs Gruenbein (Crocetti Editore) e Fabio Pusterla per “Pensieri sotto le nuvole” di Philippe Jaccottet (Marcos y Marcos). Queste menzioni speciali testimoniano la qualità e la rilevanza delle loro traduzioni, contribuendo all’eccezionale livello delle opere presentate al premio.

La Fondazione che ha istituito il premio è dedicata a Giorgio Cini, un celebre collezionista d’arte e filantropo italiano del XX secolo. La Fondazione si trova sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia e promuove la cultura e la ricerca in varie discipline artistiche e culturali. Il premio, invece, è stato istituito nel 2014 in memoria di Benno Geiger, un noto letterato e traduttore austriaco nato a Vienna nel 1882. Geiger si distinse per le sue abilità nella traduzione poetica, trasmettendo con maestria il significato delle opere di molti maestri della letteratura, come Dante, Petrarca e Pascoli, in tedesco. La figlia di Benno Geiger, Elsa Geiger Ariè, ha donato alla Fondazione Giorgio Cini il fondo letterario del padre, che comprende una vasta corrispondenza con autori e intellettuali del suo tempo: da Hofmannsthal a Rilke, da Kokoschka a Bernard, da Perosi a Bossi, da Pascoli a Borgese e Comisso. Questo fondo, composto anche da manoscritti, rappresenta una preziosa risorsa per la ricerca letteraria e culturale.

Leggi anche:  Festival di Venezia: a Peter Weir il Leone d'oro alla carriera

La cerimonia di premiazione dei vincitori del premio si terrà il 3 novembre 2023 nella Sala del Soffitto, presso la Fondazione Giorgio Cini. La giuria del Premio Geiger, presieduta dal professor Francesco Zambon, è composta da scrittori, critici, docenti universitari ed esperti di traduzione, quali Elena Agazzi, Franco Buffoni, Snežana Milinković, Alessandro Niero e Pietro Taravacci. Durante la cerimonia, il professor Alessandro Niero terrà una prolusione sul tema della traduzione, aggiungendo valore all’importanza dell’evento nel mondo della traduzione poetica.

Inoltre, sempre durante la cerimonia, sarà conferita una borsa di studio residenziale di tre mesi a Federica Barboni. La sua selezione è avvenuta all’unanimità da parte della commissione, tra sette candidature. Federica Barboni si impegnerà in un progetto di ricerca intitolato “Baudelaire e la cultura francese negli anni del Futurismo: la mediazione di Gustavo Botta“. Questo progetto prevede la consultazione del Fondo Botta, del Fondo Valeri e del Fondo Geiger, che sono custoditi presso la Biblioteca della Fondazione Giorgio Cini.

Native

Articoli correlati