La strategia dell’ombra: Paolo Di Reda racconta gli anni delle stragi e delle trame
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La strategia dell’ombra: Paolo Di Reda racconta gli anni delle stragi e delle trame

Una vicenda avvenuta nei cosiddetti anni di piombo, vicenda che torna alla luce per volere d’un testimone che, a sua volta, non distingue fra il sacrificio che libera e la verità che dà riconoscimento alle vittime.

La strategia dell’ombra: Paolo Di Reda racconta gli anni delle stragi e delle trame
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4 Maggio 2023 - 19.23


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di Isabella Moroni

Sapere la verità non significa poter rendere giustizia. I due valori, che dovrebbero essere legati naturalmente, trovano spazi non lineari quando riescono a mostrarsi e dimostrarsi.

La strategia dell’ombra (Nolica Edizioni, Euro 16), ultimo romanzo di Paolo Di Reda affronta proprio questo drammatico groviglio, raccontando una vicenda avvenuta nei cosiddetti anni di piombo, vicenda che torna alla luce per volere d’un testimone che, a sua volta, non distingue fra il sacrificio che libera e la verità che dà riconoscimento alle vittime.

È la storia di Marta Leonardi, psicoanalista dal passato radicato in quegli anni di terrore e menzogne; passato che non ha mai voluto conoscere davvero, accettando le spiegazioni ufficiali e, ancora di più, le sue proiezioni di figlia di un padre suicida.

Ma quegli anni non sono stati di piombo. Ce li hanno voluti raccontare così. Narrazioni create ad hoc – come del resto vediamo ancora oggi – che servono ad ammansire e a confondere. In quel marasma bollente tutto può essere vero e tutto al contempo falso.

La Grecia del colpo di Stato dei Colonnelli, la CIA, il Partito Comunista, Portella della Ginestra, Piazza Fontana, le passioni indebite per quegli anni, il golpe Borghese, la carriera, la vendetta, le Brigate Rosse, i servizi segreti… tutto fa parte di quegli anni che sempre più in pochi ricordiamo e che sembrano, ancora oggi, accomunati da un’ennesima mistificazione.

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La strategia dell’ombra, appunto: segreti, menzogne, destabilizazione. Documenti secretati. Omissis.

“Devi usare brandelli di verità per portare allo scoperto questi personaggi che manovrano nell’ombra. Dobbiamo usare la loro stessa strategia: nascondere, però con l’obiettivo di portare alla luce ciò che è accaduto”.

È questa la linea tattica che aiuterà Marta nel suo percorso presente e in quello all’indietro che l’aiuterà a svelare, pezzetto dopo pezzetto, quella verità sconosciuta. Non senza lasciare altre vittime lungo la strada. Non senza che l’ombra dia ancora nuovi colpi di coda.

Una verità che, comunque, non potrà rendere giustizia al sacrificio di suo padre perché ormai è troppo tardi, perché qualcuno (colpevole o innocente, chissà), ha già pagato, perché le connessioni fra tutti i personaggi perdono anelli della catena e i memoriali lasciano il tempo che trovano.

La giustizia, dunque, è libera solo fino ad un certo punto.

Appassionante e colmo di sorprese stilistiche e storiche, scritto con lo stile inconfondibile dell’autore – sempre sospeso fra lirica, passione e giornalismo – questo romanzo apre una piccola porta nel confuso mondo di quegli anni.

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In realtà, pur decidendo di scrivere una fiction, Paolo Di Reda ha scavato a fondo nelle testimonianze e negli archivi. Tutto quello che racconta ha un grande potenziale di verità. È una traccia di memoria necessaria, da non sottovalutare, da non abbandonare in qualche scaffale dimenticato.

Come tutto ciò che parla di quel periodo, anche questo libro è una prova di ciò che è stato fatto a spese di una democrazia ancora troppo imperfetta.

All’Archivio di Stato sono conservati migliaia di documenti ancora non desecretati, anche se i loro firmatari sono ormai morti. Altri, invece, declassificati e liberati dalle strisce nere, raccontano di progetti che forse oggi sembrano insignificanti e, magari, fanno sorridere, ma che pure qualcuno all’epoca ha trovato necessario organizzare e che tutti i governi che si sono succeduti, hanno avallato. Governi di tutte le parti politiche.

La strategia dell’ombra è un libro necessario per chi c’era e per chi non ha mai saputo. Che la storia italiana degli anni ’70 e ’80 del secolo scorso sia narrata come un romanzo, come un saggio o come un’inchiesta, non deve smettere mai di prendere vita e offrire risposte che possano riabilitare le neglette, confuse e potenti virtù Giustizia e Verità.

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Isabella Moroni

Giornalista culturale e autrice di testi ed adattamenti, si dedica da sempre alla ricerca di scritture, viaggi, tradizioni e memorie. Per dieci anni direttore responsabile del mensile “Carcere e Comunità” e co-fondatrice di “SOS Razzismo Italia”, nel 1990 fonda l’Associazione Teatrale “The Way to the Indies Argillateatri”. Collabora con diverse testate e si occupa di progetti non profit, educativi, teatrali, editoriali, letterari, giornalistici e web.

Paolo Di Reda 

Giornalista, scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato altri cinque romanzi: Prove generali per scomparire (2005) e Ricordare non basta (2009) per la Edimond; La rabbia che rimane (Fahrenheit 451, 2015); Il labirinto dei libri segreti nel 2010 e La formula segreta nel 2013 per Newton Compton (scritti entrambi con Flavia Ermetes. Ha scritto racconti, inseriti in diverse antologie.

Per il cinema ha scritto tra l’altro nel 2006 “Salvatore. Questa è la vita” con il regista Gian Paolo Cugno, con protagonisti Enrico Lo Verso, Giancarlo Giannini e Gabriele Lavia.

In collaborazione con www.artapartofculture.net

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