Si spalancano le porte del Museo Nacional del Prado per Guido Reni
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Si spalancano le porte del Museo Nacional del Prado per Guido Reni

Un importante evento che, dal 28 marzo al 9 luglio, permetterà ai visitatori e amanti dell'arte provenienti da ogni parte del mondo di ammirare il lavoro di Guido Reni. Importante il contributo del nostro Paese con 22 dipinti prestati.

Si spalancano le porte del Museo Nacional del Prado per Guido Reni
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8 Marzo 2023 - 17.14 Culture


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Il prestigioso museo madrileno, collaborando con lo Stadel Museum di Francoforte, ospiterà un’importante mostra dedicata all’artista italiano vissuto tra la fine del XVI e la prima metà del XVII secolo. L’evento che si prospetta una vera e propria “primavera d’arte barocca” sarà organizzato e aperto ai visitatori dal 28 marzo al 9 luglio 2023.

Oggetto principale sarà l’opera del maestro italiano, ma verrà lasciata anche un importante possibilità di approfondimento sul modo in cui il suo lavoro influenzò tutta l’arte spagnola del secolo d’oro e il barocco europeo. Come ha affermato in occasione della presentazione della mostra a Palazzo Barberini Adreés Ubeda, direttore delle collezioni del Prado, “non si può capire la pittura spagnola se non si studia l’arte italiana. È quasi una genealogia che, da Tiziano ai veneziani arriva fino a Goya”.

Dunque, in uno spazio di oltre 900 metri quadrati e attraverso un’organizzazione in quattro filoni tematici, La vita, La bellezza, Il dialogo con la scultura, Il collezionismo e l’influenza nella Spagna del Siglo de Oro, l’esposizione, che sarà patrocinata dalla Fondazione BBVA, punterà a dare risalto alle grandi tele di Reni, senza dimenticare quei lavori meno famosi che poche volte si sono visti in Spagna. Si potranno dunque vedere, tra le più celebri, opere come l’Immacolata Concezione del Metropolitan di New York, la Cleopatra della Royal Collection di Londra, L’unione del disegno del colore del Louvre di Parigi, l’inedito Bacco e Arianna da una collezione privata svizzera e la Predica di San Giovanni Battista di proprietà delle Madri agostiniane in Salamanca. Tra i dipinti meno noti, invece, spiccheranno l’imponente Trionfo di Giobbe dalla Cattedrale di Notre Dame di Parigi, la Circoncisione della Chiesa di San Martino di Siena e La caduta dei giganti dei Musei Civici di Pesaro. A questi capolavori, provenienti da altri musei, si aggiungeranno poi quelli già presenti al Prado e l’Ippomene e Atalanta, che per la prima volta potrà essere ammirato insieme alla versione di Capodimonte.

Consolidando i già buonissimi rapporti con il museo di Madrid dopo la mostra appena conclusa sugli affreschi della Cappella Herrera, il nostro paese ha contribuito in modo importante alla realizzazione della mostra, donando ben 22 dipinti, tra cui non possono essere dimenticati la Salomè con la testa del Battista e la Maddalena penitente in arrivo dalle Gallerie Nazionali di Arte antica di Roma.

L’evento, pertanto, può essere un’importante occasione per conoscere più a fondo Guido Reni “un artista – come afferma la critica d’arte Flaminia Gennari Santori – che ha avuto una straordinaria fortuna nell’800 ma che oggi il grande pubblico forse non conosce. Quello che questa mostra si propone è anche di uscire dalla ‘gabbia’ di Caravaggio di cui siamo tutti un po’ prigionieri”.

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