Buon compleanno, Gabriele Lavia
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Buon compleanno, Gabriele Lavia

Un mostro di bravura, un artista che padroneggia perfettamente e con sicurezza anche le scene e gli atti della vita compie 80 anni.

Buon compleanno, Gabriele Lavia
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Tiziana Buccico Modifica articolo

10 Ottobre 2022 - 18.53


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Oggi un mito del teatro italiano compie 80 anni, Gabriele Lavia l’affabulatore, Gabriele Lavia il Maestro, Gabriele Lavia il talento che consuma il palcoscenico, la storia del teatro che il tempo non fermerà mai.

Ho conosciuto Gabriele Lavia qualche settimana fa, non era in palcoscenico, né nel suo camerino, non in TV e non dietro le quinte, lo ho conosciuto in Tunisia a Mahdia ed a El Jem per il “Fortissimo Festival” con una serata da lui e da Federica Di Martino dedicata alle poesie di Pier Paolo Pasolini.

Un mostro di bravura, un artista che padroneggia perfettamente e con sicurezza anche le scene e gli atti della vita. Una voce che ti attira come un magnete e da cui non puoi distrarti, una modulazione di toni come la metrica greca, quella Antica Grecia che ama e studia quotidianamente. E così mi sono immersa in una due giorni di teatro, di cultura, di mistero e di bellezza e se devo essere sincera di amore per l’arte, il suo amore per sua moglie Federica Di Martino, bella come solo un’italiana sa esserlo, anche lei una sirena incantatrice, total black, occhi che sorridono, pelle di porcellana e una voce che non dà scampo, l’emblema della femminilità. Sono una coppia fatta di lava e fuoco, sono fatti l’uno per l’altra, sono un regalo per chi incrocia la strada con loro, per un minuto o per una vita.

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Ho capito subito che la ricchezza umana di Lavia sarebbe stata un regalo inaspettato per me, la famosa manna dal cielo, quegli incontri che ti capitano perché la fortuna ti è amica. E allora ti ritrovi nella hall di un hotel tunisino a parlare di Heidegger ed a sfogliare un libro usurato, letto e riletto su cui Lavia ha disegnato le scenografie di spettacoli realizzati o mai realizzati, come in una bolla la conversazione si sposta su i grandi autori greci, il mio preferito Eschilo per fortuna è anche il preferito del grande attore ma quello di cui ama parlare di più è Sofocle, uomo molto amato e simpatico e pare un cultore delle donne sino in tarda età, che bello ascoltare la storia del teatro greco non in un’aula scolastica senza il terrore del voto, parlare di tragedia, commedia, drammaturgia e poi meraviglia arriva il momento in cui mi racconta de “ I Persiani”.

Sono preparata e di fronte a tanto sapere sono così felice dei miei studi classici e della mia passione per la letteratura greca e per il teatro. Certo che parlane con un mostro sacro apre nuovi mondi e nuove visioni, ma per mia fortuna sono nata a Napoli la città in cui ognuno è attore e la città è un immenso palcoscenico, sono cresciuta con un rito di famiglia andare al San Ferdinando a vedere Eduardo De Filippo, mio padre lo amava follemente ed io non posso che ringraziarlo per avermi insegnato a capire che il teatro è vita. E così azzardo una domanda su De Filippo e su Napoli e diciamo che me la sono voluta.

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Un fiume in piena e mi dice solo a fine viaggio in fila al controllo passaporti che gli piacerebbe portare Eduardo in teatro, un ultimo dono prima dei saluti e la promessa di rivederci. Ma su Napoli si era già espresso dicendomi davanti ad un cous cous una cosa che mi ronza in testa come un tarlo” voi napoletani siete così consapevoli di essere bravi, i migliori etc…che spesso rovinate tutto da soli”, anche questa volta non riesco a dire Maestro ha torto, perché ha ragione perché spesso un’altra frase di De Filippo mi torna in mente “ Napul’ è nu bell presepio, song e pastur ca fanno schifo.”.

Auguri di buon compleanno ad un grande della storia del nostro spettacolo e del nostro teatro, un uomo molto amato, un simbolo di fascino senza età e così ricordo i commenti di mia madre quando Lavia lavorava con Giorgio Strehler “che uomini!”

80 anni di vita intensa, 80 anni di coraggio e di lavoro su sé stesso, 80 anni di arte e di studio, 80 anni di sacrifici e di ricerca. Nell’anfiteatro tunisino di El Jem, il Colosseo africano, leggere Pasolini con le fiaccole alle spalle non è da tutti, Pasolini che Lavia ha incontrato da giovane e con cui non ha potuto lavorare perché all’epoca per sopravvivere occorreva guadagnare, perché il fuoco sacro non paga, perché l’arte è una passione che riempie di soddisfazioni m a non è una certezza economica.

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Dall’altro lato del palco l’altra metà del Maestro, Federica Di Martino in smoking, capello legato, lo sguardo basso e un’interpretazione intensa e raffinata, lei che lo rende più solare e più leggero, lei che gli permetta di essere sempre un mostro sacro. Maestro Lavia, le auguro ancora mille compleanni, le auguro di essere da guida a tanti giovani, di rimanere sempre un affabulatore, le auguro che la sua arte sia sempre alimentata da passione e amore e caro maestro sarà un immenso piacere vederla al Quirino dall’8 novembre con “Il Berretto a sonagli”.

Le leggende vanno raccontate ma incontrarle è davvero tanto, so che dall’incontro con Lavia e Di Martino cerco di modulare la voce, con scarso successo, Federica su mia richiesta ha provato ad insegnarmi ad accavallare le gambe con la sua classe innata, ma io rimango una scugnizza partenopea, felice di aver incontrato due splendide persone, testimone di un gran bell’amore. Gabriele Lavia le auguro, ti auguro tutto l’amore di Federica e che il fuoco sacro sia eterno. 

“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita” Eduardo De Filippo

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