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A Palermo, alcune donne fanno rinascere e rilanciano come spazio culturale la cartoleria amata da Giovanni Falcone

Un luogo che sembrava perduto per sempre, dunque, che invece rinasce e diventa altro. Superate le difficoltà della pandemia, viene restituito, "spazio magico" alla città, a grandi e piccoli.

A Palermo, alcune donne fanno rinascere e rilanciano come spazio culturale la cartoleria amata da Giovanni Falcone

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5 Ottobre 2022 - 16.44


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A Palermo, per iniziativa di alcune giovani donne, torna a nuova vita l’ex cartoleria De Magistris, un luogo della memoria e nella memoria di generazioni di palermitani, una istituzione che rischiava di smarrirsi, come tante altre. Un luogo che sembrava perduto per sempre, dunque, che invece rinasce e diventa altro. Superate le difficoltà della pandemia, viene restituito, “spazio magico” alla città, a grandi e piccoli. Qui Giovanni Falcone amava ritagliarsi qualche minuto di serenità per scegliere con cura e con passione le sue penne stilografiche. E significamente il nuovo spazio prende il nome di Radici. Riaprirà il prossimo fine settimana.                                                  

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Ecco cosa sarà. Un viaggio nella natura mediterranea, alla scoperta della biodiversità attraverso un percorso dedicato alle scienze della natura, dove rocce, minerali, foglie e tanti altri elementi raccontano la storia complessa e antica di questo territorio. Un percorso accompagnato dall’estetica poetica delle illustrazioni e da istallazioni artistiche create ad hoc.

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Un luogo che stimola la conoscenza di grandi e piccoli anche attraverso l’immaginazione fantastica per i continui rimandi tra natura, arte e letteratura. Scienza e poesia sono solo due delle chiavi di accesso per stabilire un contatto stretto con i diversi ecosistemi e per svelare le connessioni che li legano.

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“Radici, Piccolo Museo della Natura”, è un centro culturale per la costruzione, la promozione e la divulgazione di un nuovo pensiero ecologico, uno spazio polifunzionale, dedicato a bambine, bambini e adulti, che supera l’idea tradizionale di museo e si evolve per accogliere momenti quotidiani di studio, di lavoro, di gioco o di semplice svago. Radici nasce dal desiderio di coniugare l’approccio scientifico con una narrazione poetica. Il Museo è, prima di tutto, un punto d’osservazione comune da cui partire alla scoperta della natura, del territorio e del suo medio ambiente, per imparare così a leggerne storie e paesaggi.

“Radici Piccolo Museo della Natura” – che ha già aderito al circuito Hands On e all’Associazione Piccoli Musei – si trova in via Antonio Gagini 23 a Palermo, in quella che fu la storica sede della cartoleria De Magistris – Bellotti, luogo molto caro a diverse generazioni di palermitani che trovavano lì quaderni, album da disegno ma anche strumenti ricercati per architetti, progettisti e artisti.

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L’architetto, che ha ridisegnato e progettato lo spazio, Lorenzo Lo Dato, ha svolto un lavoro di conservazione su molti dettagli che caratterizzano il luogo storico, rifunzionalizzando gli arredi Ducrot. Gli storici cassetti che contenevano quaderni, matite e penne, adesso contengono dettagli e particolari che invitano alla ricerca e pongono interrogativi per andare alla scoperta del nostro ecosistema: dal mare, alla costa, alle catene montuose.

Tantissime le maestranze locali, e non solo, coinvolte nella realizzazione degli allestimenti e dei tanti elementi che caratterizzano Radici.

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Le illustratrici Valentina Gottardi Cocai Design e Gaia Cairo hanno caratterizzato e raccontato diversi aspetti del paesaggio con il loro tratto. Valentina Gottardi produce da anni una linea ispirata al metodo Montessori, collabora con Clementoni ed Editoriale Scienza e con prestigiose istituzioni. Gaia Cairo, raffinata illustratrice specializzata in illustrazione naturalistica, vanta già importanti collaborazioni come quella con il Muse di Trento.

Il falegname che ha curato minuziosamente tutti i dettagli degli arredi è Aurelio Ciaperoni “Fuori Catalogo”, l’artista che ha progettato e realizzato gli allestimenti con dovizia di particolari è Mariangela Di Domenico che con tecniche che spaziano tra la sartoria, la scenografia e il diorama, ha arricchito i contenuti con dettagli evocativi. Tante anche le collaborazioni con esperti per i contenuti scientifici e un dialogo continuo con Palermo Scienza e Daniele Crisci che ha anche curato, insieme ad Aurelio Ciaperoni, gli exhibit scientifici.

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All’interno dei 250 metri quadrati di “Radici” ci sono varie aree, quella espositiva, la caffetteria, il bookshop e l’atelier per i laboratori. Un luogo vivo e attivo tutto il giorno grazie a visite guidate, laboratori, attività libere, angoli di quiete e meraviglia, scaffali di libri e riviste specialistiche da cui lasciarsi attrarre sono soltanto una parte di quanto è possibile trovare, magari mentre si gustano le piccole specialità della cucina a km 0.

A concepire “Radici” sono state quattro donne palermitane: l’intuizione è stata di Raffaella Quattrocchi che ha successivamente coinvolto Irene Mottareale, Caterina Strafalaci e Chicca Cosentino, tutte, ognuna di loro ha portato le sue specificità dentro il progetto e lo spazio, arricchendolo. Tutte e quattro unite dalla stessa forte convinzione e visione e cioè quella di puntare l’attenzione sull’ecologia, sulla biofilia e l’interdipendenza tra uomo e natura con un approccio scientifico, educativo, poetico e artistico, curando ogni singolo dettaglio.

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Dentro Radici ogni foglio di carta e ogni colore, libro e dettaglio, ogni scelta, è frutto di un’attenta ricerca e riflessione. Un investimento che punta all’impresa culturale e al lavoro nel sociale per costruire consapevolezza ecologica e trovare nuove parole per parlare del futuro.

Uno degli obiettivi di Radici è quello di stimolare e di promuovere la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, attraverso un metodo laboratoriale, che parte da un’attenta ricerca dei materiali a ridotto o nullo impatto ambientale. L’atelier di Radici è uno spazio per osservare, ascoltare e rielaborare, attraverso esperimenti, creazioni e azioni poetiche. Un impegno che le fondatrici vogliono portare avanti coinvolgendo il territorio.

«Desideriamo per Palermo uno spazio di comunità – dicono le fondatrici – che leghi insieme generazioni diverse sul tema dell’ecologia, questione che riteniamo urgente e su cui dovrebbero convergere scelte politiche e culturali».

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