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Al palazzo delle Esposizioni dell'Eur di Roma il Premio Curcio per le attività creative

"L'analfabetismo di oggi mina anche il nostro sistema democratico". Intervista a Cristina Siciliano, presidentessa della Armando Curcio Editore.

Cristina Siciliano - pres. Armando Curcio Ed. - intervista per Globalist
Cristina Siciliano - pres. Armando Curcio Ed. - intervista per Globalist

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30 Maggio 2022 - 19.43


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di Alessia de Antoniis

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Il 31 maggio a Roma, presso il Museo delle Civiltà dell’Eur a Roma, l’Associazione Armando Curcio assegnerà l’annuale Premio Curcio per le Attività Creative, giunto ormai alla sua XVIesima edizione. L’iniziativa valorizza i talenti e individua, attraverso una valutazione di merito degli elaborati prodotti da ciascun partecipante, i vincitori di premi e borse di studio a sostegno di quegli studenti che ambiscono con serietà e determinazione a seguire il loro sogno di entrare a far parte del mondo dell’editoria e della creatività.

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Gli interventi saranno moderati dal giornalista RAI Nino Graziano Luca: tra gli altri, quelli del giornalista Alessandro Cecchi Paone, dell’onorevole Souad Sbai, del giornalista e criminologo Fabio Iadeluca, della scrittrice e conduttrice Claudia Conte e del Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minori di Roma Raffaele Focaroli.

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Tra i membri della giuria, che consegneranno i premi agli studenti dei tanti istituti scolastici di ogni ordine e grado che hanno aderito all’iniziativa, la Presidentessa dell’Istituto Armando Curcio, nonché Editore dell’omonima casa editrice, Cristina Siciliano. A capo della Armando Curcio Editore dal 2019 ha potenziato, in soli due anni, la produttività in un ambito editoriale nel settore della narrativa per bambini e ragazzi, puntando sulla sinergia tra marchio madre e centro di formazione.

“Vado fiera del traguardo che abbiamo raggiunto – spiega la dott.ssa Cristina Siciliano – così come sono orgogliosa di avere in prima linea con me una squadra composta al 99% da donne”.

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Continua a rimbalzare il dato errato del 51% di quindicenni che non sanno leggere. Quali sono i dati che emergono dal vostro osservatorio?

È vero che la situazione è grave. Studi, che noi facciamo da anni, iniziati dal professor De Mauro e dal professor Piero Angela, evidenziano una situazione grave a livello di popolazione. Il professor Piero Angela evidenzia che su tutto il territorio nazionale, noi abbiamo 22 milioni di ignoranti. Cosa significa? Sono persone che non sanno decrittare una raccomandata, che non sanno scrivere una missiva, che non conoscono la consecutio temporum. Che hanno difficoltà a verbalizzare. È un altro tipo di analfabetismo rispetto a quello del dopo guerra. È però un analfabetismo grave, che depotenzia anche anche la semplice scelta di un candidato rispetto ad un altro. E, in assenza di strumenti adeguati, non siamo in grado di poter effettivamente scegliere: questo mina anche il nostro sistema democratico.

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Per quanto riguarda i ragazzi, dalle ultime statistiche Istat emerge che leggono di più quelli che già leggono. I lettori forti sono quelli che dichiarano di aver letto, nel mese precedente, un libro. Quindi, lettori “forti” relativamente, se a confronto con una reale offerta di mercato. In termini numerici, in valore assoluto, leggono meno ragazzi, ma quelli che leggono, leggono di più. Questo è il dato di lettura che viene fuori dalle ultime statistiche.

Il nostro premio Curcio si inserisce in una campagna di sensibilizzazione alla lettura, dedicata ai giovani di ogni ordine e grado. Andiamo a premiare studenti che vanno dai cicli primari fino all’università, con borse di studio e premi di vario tipo che ricadono su quegli studenti meritevoli che hanno sviluppato una progettualità durante l’intero anno scolastico, o accademico se si parla di universitari.

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Visto che l’Istituto Armando Curcio offre, tra gli altri, corsi di Alta Formazione ed Executive Master nei campi dell’editoria, del giornalismo, della comunicazione, pensate di potenziare gli strumenti di lettura dei dati statistici, onde evitare che vengano commessi errori, come accaduto con la lettura dei dati Ocse-Pisa? (Pisa: Programme for International Student Assessment – nda )

È una situazione grave, dilagante in tutte le categorie. Anche la categoria dei magistrati e degli avvocati, è colpita da questa fenomenologia. Ritengo la situazione veramente preoccupante. E non so come si possa recuperare se non coinvolgendo, come stiamo facendo noi, in una sorta di network, tutti gli attori che in qualche modo interagiscono responsabilmente nelle fasi più delicate di formazione degli studenti. Mi riferisco non soltanto alle scuole, ma anche alle famiglie. La famiglia è il primo motore propulsore per questo tipo di situazione. Non a caso, le statistiche ci dicono che, dove c’è una famiglia che supporta lo studente con la lettura, sicuramente il ragazzo acquisisce quel tipo di dimensione. La lettura è una dimensione che si acquisisce e che va coltivata. Noi siamo attivi, come Istituto Armando Curcio e come università, con docenti validi che arrivano delle più prestigiose accademie e università nazionali.

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Qual è l’immagine che emerge dai lavori del vostro premio?

C’è sicuramente un divario nella preparazione tra Nord e Sud. Questo è innegabile. Ma c’è anche una grande volontà, da parte dei docenti e dei dirigenti scolastici delle scuole del sud, di dare un’opportunità di riscatto a questi ragazzi. Abbiamo tantissime iscrizioni dalle scuole del sud Italia. Dalla Calabria, dalla Sicilia, dalla Campania. C’è una grande attenzione agli studenti. Forse c’è una grande paura di quelle percentuali di dispersione scolastica che purtroppo colpiscono i loro istituti. Anche della dispersione implicita, ossia quella riguardante studenti che, pur terminando il corso di studi, non raggiungono i requisiti minimi previsti in relazione al diploma conseguito. Questo è il fenomeno che noi registriamo nell’ambito del Premio Curcio per le Attività Creative.

La Armando Curcio si occupa anche di libri scolastici per le scuole elementari. Da più parti ci si lamenta che l’immagine stereotipata prevede frasi dove la mamma cucina e il papà fa l’ingegnere. Qual è la linea editoriale della Curcio in relazione alla parità di genere in cicli altamente formativi per i bambini come, appunto, le elementari?

C’è una grande rivoluzione da parte dei docenti e delle scuole e la Armando Curcio cerca di rispecchiare le modifiche nelle dinamiche della nostra società. C’è quindi grande interesse a tutto ciò che va a fotografare i non-cliché. Siamo attenti ai processi di inclusione scolastica e questo non solo a partire dal ciclo primario, ma addirittura dalla scuola dell’infanzia. Come Armando Curcio, accogliamo questo spunto. Abbiamo creato un marchio ad hoc per questo tipo di riflessioni, il marchiori Risfoglia, che cerca di avvicinare attraverso il libro, quindi attraverso uno strumento tradizionale, i ragazzi a tematiche innovative: quelle legate al rispetto dell’ambiente, al processo di divulgazione della legalità; quelle legate alle famiglie alternative, alle famiglie allargate. Toccando quindi argomenti di carattere pedagogico, ma attraverso una nuova pedagogia, più vicina alla società contemporanea.

Anche il bullismo e il cyberbullismo sono alcuni degli argomenti che tocchiamo più frequentemente. All’interno del premio Curcio c’è una sezione speciale dedicata a queste tematiche. Molti dei nostri studenti che si sono iscritti al premio, hanno presentato lavori di grande ingegno e creatività, anche multimediale, come spunto di riflessione al fenomeno in questione.

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