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Come per magia torna la versione originale di "Notre-Dame de Paris"

Il musical di Cocciante e Panella riproposto oggi a Milano nella versione italiana di vent’anni fa. Il successo mondiale di un'opera che ha saputo cogliere i tratti essenziali del romanzo di Victor Hugo

Come per magia torna la versione originale di "Notre-Dame de Paris"

admin

3 Marzo 2022 - 14.20 Culture


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di Manuela Ballo

Quella che si realizza oggi, 3 marzo, al Teatro degli Arcimboldi di Milano non è una semplice rimpatriata. E qualcosa di più: la testimonianza di un musical che ha conquistato il mondo, Notre Dame de Paris.
Sono passati 20 anni dalla prima italiana e da allora oltre 4 milioni di italiani hanno assistito al musical che ha toccato quasi tutte le città Italiane, comprese le piccole e medie.

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Ci saranno, sul palco, gli stessi protagonisti d’ allora: il cast è infatti identico a quello della prima Italiana, Lola Ponce ritornerà in scena nei panni della bella Esmeralda, insieme a lei ci saranno Giò Di Tonno nelle vesti del deforme campanaro Quasimodo, Vittorio Matteucci come malvagio arcidiacono Frollo, Leonardo Di Minno – Clopin, Matteo Setti nei panni del pazzo poeta Gringoire, Graziano Galatone nelle vesti del nobile capitano Phoebus, Tania Tuccinardi – Fiordaliso oltre agli ospiti di eccezione, solo per alcune date saranno presenti Claudia D’Ottavi e Marco Guerzoni, nelle vesti di Fiordaliso e Clopin.

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Ma com’ è nata la fortuna di questo musical e com’ è nato questo grande spettacolo?
Era il 1998 quando Riccardo Cocciante e Luc Plamondon pensarono a Notre Dame de Paris scrivendola e musicandola come una vera e propria opera lirica richiede. Tant’ è che il primo allestimento fu fatto in forma semi scenica e non come un musical, in cui i singoli protagonisti interpretavano ognuno il proprio ruolo. Lo spettacolo avrebbe poi subito dei cambiamenti radicali venendo trasformato in un musical con un ‘ overture, due atti e e molti brani che vengono eseguiti dai diversi protagonisti. Il primo atto è composto da ventinove brani cantati; il secondo da venticinque. La chiusura è invece affidata a tutti i protagonisti che, in coro, cantano una sorta di saluto “al tempo delle cattedrali”.
Il successo fu travolgente tant’è vero che, dal 1998, lo spettacolo è stato portato in scena in Belgio, Corea del Sud, Svizzera, Canada, Russia, Spagna, Regno unito e USA.

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Il debutto in Italia è avvenuto nel 2002, al Gran teatro di Roma, per opera del grande promoter David Zard e con il libretto musicale di Pasquale Panella. Lo stesso libretto che viene ripreso per l’edizione odierna.
Vien da chiedersi cosa abbia reso questo musical così famoso tanto da renderlo lo spettacolo di maggior successo nella storia dei musical francesi; così tanto da entrare nel “guinness dei primati ” dopo poco più di un anno dalla sua prima messa in scena.
Innanzitutto, la genialità di quell’ autore che, a partire dal luglio del 1830, e a soli 25 anni , è riuscito a costruire il meccanismo tipico dei romanzi d’ appendice, un’opera complessa di un autore attento alla vita e ai destini dei miserabili che in questo caso ha scelto la strada di puntare su una narrazione episodica, con brevi capitoli, ricchi di tante sfumature e molti colpi di scena, e che pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo si dispiegano a noi lettori nella loro complessa semplicità.

Ha anche contato la grande varietà dei personaggi che finiscono inevitabilmente per diventare buoni o cattivi amici di noi lettori e, poi, spettatori. Un po’ come quando guardando una serie tv si finisce inevitabilmente e in maniera del tutto involontaria per entrare nella vita stessa di quei personaggi, così gentili e umili o spregiudicati e subdoli da indurci al confronto, come se loro stessi volessero fornirci degli specchi in cui guardarli e inevitabilmente guardarci.

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Questo dell’immedesimazione degli spettatori è uno dei temi che emerge anche dall’ interpretazione che ne hanno dato gli autori, come Cocciante che parlando della fascinazione che ha per il pubblico quest’ opera ha affermato, in una recente intervista, come “L’amore del pubblico per Notre Dame è dovuto a una serie di fattori. Penso piaccia il fatto che sia un’opera in-temporale, che riesce ad essere classica e moderna allo stesso tempo”, il controcanto è stato invece offerto da Corrado Augias sull’ inserto culturale “Robinson” che ha sottolineato la grande fissità dei personaggi, non negando però la grande capacità di Victor Hugo di mettere a confronto il grottesco e il sublime.
Victor Hugo è riuscito a far tutto questo. Cocciante e Luc Plamondon lo hanno letto e musicato con lo stesso spirito dell’opera originaria. Così come ha fatto Pasquale Panella per la versione italiana. Zard ci ha creduto e l’ha portato a giro per l’Italia. Oggi quella magia si ripete. Fortunati coloro che potranno applaudire quest’ opera che ritrova la sua magica versione originale.

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