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La 'talpa' di Facebook Frances Haugen avverte: "Esiste un reale pericolo di campagne di disinformazione"

Secondo Haugen serve un accesso completo ai dati e anche una commissione di esperti in grado di studiarli perché i social network non sono in grado di autoregolamentarsi. 

Frances Haugen
Frances Haugen

globalist

8 Novembre 2021 - 18.52


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L’ex data scientist di Facebook, Francis Haugen, ha parlato a Bruxelles riguardo il tema della regolamentazione dei giganti digitali: “Esiste un reale pericolo di campagne di disinformazione” ha detto Haugen, conosciuta come la ‘talpa’ di Facebook perché ha rivelato dossier molto compromettenti sulla società di Zuckerberg, rivelando che Facebook era perfettamente consapevole del ruolo che stava avendo nel diffondere disinformazione, incrementare sentimenti nazionalisti estremisti e degli effetti negativi sulla salute mentale, specie degli adolescenti. 
Secondo Haugen serve un accesso completo ai dati e anche una commissione di esperti in grado di studiarli perché i social network non sono in grado di autoregolamentarsi. 
“L’Europa è seriamente intenzionata a regolamentare ciò che sembra ancora un far west digitale. La velocità è tutto: abbiamo bisogno che il pacchetto” di proposte Ue per regolamentare le Big Tech “sia adottato nella prima meta’ del 2022”. Lo ha detto il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton, parlando con Haugen. Nei mesi scorsi Haugen ha testimoniato davanti al Congresso americano e al parlamento britannico, accusando Facebook di diffondere odio online e  disinformazione utilizzando un sistema che privilegia i contenuti che fanno più click.
Il commissario ha ringraziato Haugen per la sua “instancabile dedizione”, mentre l’ong SumOfUs le ha consegnato un elenco di oltre 80mila tra cittadini, attivisti, ricercatori e rappresentanti della società civile che hanno firmato una petizione per sostenere la sua azione. “Abbiamo visto l’impatto che le principali piattaforme possono avere sulle nostre democrazie e società, compreso il benessere dei nostri figli – ha sottolineato Breton -. Con il Digital Services Act (Dsa), ora disponiamo degli strumenti per ritenere le piattaforme responsabili della trasparenza degli algoritmi,
dell’utilizzo dei dati e della mitigazione dei rischi”. L’Ue, ha aggiunto, deve restare “estremamente ambiziosa” nella sua risposta. “I maggiori sforzi di lobby a cui abbiamo assistito” da parte delle Big Tech “sono vani: non permetteremo agli interessi aziendali di interferire con il maggiore  interesse del popolo europeo”. 

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