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Addio allo storico Zeev Sternhell, fu uno dei massimo studiosi del fascismo

Lo storico e politologo israeliano era stato autore di studi innovativi e fondamentali sulle origini dell'ideologia fascista è morto a Gerusalemme all'età di 85 anni. Anima critica della sinistra e impegnato in Peace Now

Zeev Sternhell
Zeev Sternhell

globalist

21 Giugno 2020 - 08.31


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Un grande intellettuale che ha sperimentato sulla sua pelle gli orrori del nazismo e ha studiano la nascita e l’affermazione del fascismo.

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Lo storico e politologo israeliano Zeev Sternhell, uno dei massimi esperti al mondo di fascismo, autore di studi innovativi e fondamentali sulle origini dell’ideologia fascista, suscitando con le sue tesi un vivace dibattito storiografico, particolarmente acceso in Francia, è morto oggi a Gerusalemme all’età di 85 anni per le complicazioni legate ad un intervento chirurgico.

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Lascia la moglie Ziva, docente di architettura, e due figli, tra cui lo storico Yael Sternhell. Lo ha reso noto il quotidiano israeliano “Haaretz” di cui Sternhell è stato a lungo editorialista, dove si è distinto per le ripetute critiche dell’ala destra in Israele e in tutto il mondo, ammonendo anche sulla possibilità di un crollo della democrazia israeliana.

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Anima critica della sinistra israeliana, lo storico è stato un militante di spicco del movimento Peace Now, tanto da essere stato oggetto di un attentato terroristico nel settembre 2008, lo stesso anno in cui ha ricevuto il Premio Israele per le Scienze politiche. Unico sopravvissuto alla Shoah della sua famiglia sterminata dai nazisti, Sternhell ha svolto la sua carriera accademica all’Università Ebraica di Gerusalemme, dove ha diretto il Dipartimento di Scienze Politiche.

I lavori di Zeev Sternhell sulle radici ideologiche e culturali del fascismo sono articolati in tre libri dedicati “all’incubazione fascista” in Francia, tutti più volte riediti e tradotti in molte lingue con nuove lunghe introduzione o postfazioni nelle quali l’autore risponde ai suoi critici e amplia la sua analisi: “Maurice Barrès et le nationalisme française” (Armand Colin et Presse de la Fondation nationale des Sciences Politiques, 1972; nuova edizione ampliata da Fayard, 2000); “La Destra Rivoluzionaria. Le origini francesi del fascismo” (Corbaccio, 1997; edizione originale in francese da Seuil, 1978, con nuova edizione ampliata da Fayard, 2000); “Né destra né sinistra. L’ideologia fascista in Francia” (Baldini & Castoldi, 1997; edizione originale francese da Seuil, 1983, con edizione ampliata da Gallimard, 2012). La sua ricerca sul fascismo nascente si è conclusa con la ‘summa’ dedicata alla ricezione italiana dell’imprinting culturale francese con “La nascita dell’ideologia fascista” (Baldini e Castoldi, 2002, con Mario Sznajder e Maia Asheri; edizione originale in francese da Fayard, 1989, e nuova da Gallimard 2010).

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L’importanza e l’originalità della ricerca storiografica di Zeev Sternhell consiste nell’aver individuato nella rivolta antiliberale, antidemocratica e antirazionalista manifestatasi nella Francia a partire dagli anni ’80 dell’Ottocento, in individuato come il terreno di cultura dell’ideologia fascista. La sua impostazione ha suscitato un acceso dibattito intellettuale, con punte assai polemiche in Francia per via del ‘disvelamento’ delle responsabilità francesi (e di parte del suo ceto intellettuale) nell’aver alimentato culturalmente il fascismo e nell’aver poi sostenuto il regime di Vichy. Nei suoi lavori ha individuato tutti gli elementi costitutivi delle culture, delle contrapposizioni e delle commistioni che formano quell’edificio ideologico della modernità che è stato il fascismo. Tra i suoi libri tradotti in italiano anche “Nascita di Israele. Miti, storia, contraddizioni” (Baldini & Castoldi, 1999).

Nato nella città polacca di Przemyśl il 10 aprile 1935, la sua famiglia venne internata nel ghetto a seguito dell’occupazione nazista e poi deportata nei lager dove venne sterminata. Zeev Sternhell riuscì a mettersi in salvo grazie a uno zio, che riuscì a farlo fuggire e a fornirgli falsi documenti che certificavano la sua razza ariana e la sua appartenenza alla religione cattolica. A 11 anni emigrò in Francia con un treno della Croce Rossa dove visse presso una zia fino all’età di 16 anni. Nel 1951 si trasferì in Israele, dove fu comandante nella prima Brigata di fanteria ‘Golani’ combattendo poi nella Guerra dei Sei Giorni, in quella di Kippur e in Libano. Laureato in storia e scienze politiche all’Università Ebraica di Gerusalemme, ha studiato anche all’Institut d’études politiques di Parigi con una tesi dedicata al nazionalista Maurice Barres.

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Nel 1976 Sternhell divenne condirettore del “Jerusalem Quarterly” e nel 1981 fu nominato professore di scienza politica nell’Università Ebraica di Gerusalemme. Nel 1989 ottenne la cattedra Léon Blum di scienza politica nella stessa Università e membro del comitato editoriale di “History and Memory”. Nel 1991 il governo francese lo insignì del titolo di Cavaliere dell’Ordine di Arti e Lettere per il suo notevole contributo alla cultura francese. Faceva parte del comitato editoriale del “Journal of Political Ideologies”.

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