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Fascisti al Salone del Libro, anche Carlo Ginzburg diserta: "la mia è una scelta politica"

Dopo il collettivo Wu Ming, anche carlo Ginzburg annuncia che non sarà presente alla kermesse torinese

Carlo Ginzburg
Carlo Ginzburg

globalist Modifica articolo

5 Maggio 2019 - 16.31


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La decisione del Comitato d’indirizzo del Salone del Libro di concedere lo stand ad Altoforte, la casa editrice vicina a Casapound, sta provocando le reazioni degli altri partecipanti al Salone: dopo l’annuncio del collettivo Wu Ming, che ha dichiarato che non sarebbe mai stata ‘gomito a gomito coi fascisti’, anche lo storico Carlo Ginzburg ha deciso di non partecipare alla kermesse torinese. 
Ginzburg avrebbe dovuto parlare il prossimo 11 maggio del suo ultimo volume ‘Nondimanco. Machiavelli, Pascal’, edito da Adelphi. “La mia, tengo a sottolinearlo, è una scelta politica, che non ha nulla a che fare con la sfera della legalità. Desidero esprimere in questa circostanza la mia solidarietà a Christian Raimo” ha dichiarati Ginzburg.
Nel mentre Monica Cerutti, assessora ai Diritti civili e all’Immigrazione del Piemonte, ha invitato i Wu Ming a tornare sui propri passi: “rispetto la loro scelta, ma oggi più che mai è importante partecipare proprio per non lasciare spazio a chi ha idee pericolose. Dobbiamo presidiare e usare gli spazi a disposizione per fare nuove narrazioni della realtà, diverse da quelle dei fascismi, soprattutto sul tema delle migrazioni”. 

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