Una strage fatta da un estremista di destra che per anni si è abbeverato nei fiumi di odio che vengono veicolari dal grandi padroni del web.
È in gravi condizioni Michał Oksiński, il 25enne polacco indicato come responsabile della strage di Cracovia. L’uomo è stato ferito dagli agenti intervenuti durante la sparatoria ed è stato ricoverato in ospedale. A riferirlo all’emittente TVN24 è stato Andrzej Fijolek, portavoce del comando generale della polizia polacca, precisando che il bilancio delle vittime è rimasto invariato e che le condizioni degli altri feriti non sono peggiorate.
Intanto, la polizia ha confermato il ritrovamento di tre cadaveri nell’appartamento del giovane: sono il padre, 53 anni, la madre, 52, e la sorella, appena ventenne. Tutti e tre presentavano ferite da arma da fuoco. La strage ha provocato sei morti, compresa una persona deceduta in ospedale, e 16 feriti. Tra questi ultimi ci sarebbero cinque cittadini stranieri.
Ma è soprattutto il profilo ideologico dell’assassino a sollevare interrogativi inquietanti. Oksiński aveva maturato convinzioni cospirazioniste e di estrema destra, abbeverandosi alla propaganda complottista che circola impunemente sul web, dove teorie deliranti, ossessioni ideologiche e incitamento all’odio vengono diffuse e alimentate senza controllo. Un universo di radicalizzazione nel quale la violenza viene sempre più spesso presentata come una risposta possibile, se non addirittura necessaria, a nemici immaginari costruiti dalla propaganda.
Come ricostruisce il Guardian, il giovane disponeva di un arsenale di armi. Gli investigatori stanno verificando la provenienza delle armi e delle munizioni trovate nella sua disponibilità. Il quadro che emerge richiama quello di altri attentatori solitari di estrema destra, protagonisti di stragi di massa e influenzati da precedenti episodi di violenza. Si fa strada anche l’ipotesi che Oksiński abbia cercato ispirazione proprio in quei massacri, replicandone le modalità e il repertorio simbolico. Un fenomeno già conosciuto dagli investigatori che si occupano di terrorismo suprematista e violenza politica online: la propaganda circola, gli attentatori si osservano, si imitano e trasformano il rancore alimentato in rete in una carneficina reale.
