Israele fa ancora massacri nel sud del Libano: ucciso un soldato e sterminata una famiglia di quattro persone

La tensione tra Israele e Libano torna a salire nonostante le intese sul cessate il fuoco annunciate nelle ultime ore.

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20 Giugno 2026 - 10.49


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La tensione tra Israele e Libano torna a salire nonostante le intese sul cessate il fuoco annunciate nelle ultime ore. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale libanese NNA, un soldato dell’esercito libanese è stato ucciso in un attacco israeliano contro il villaggio di Kfar Reman, nel sud del Paese.

Poche ore dopo, un altro raid israeliano ha colpito il villaggio di Barish, sempre nel Libano meridionale. La NNA ha definito l’attacco una «strage», riferendo che sono rimasti uccisi quattro membri della stessa famiglia: il padre, la madre e i loro due figli.

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Gli episodi si verificano nonostante Israele avesse dichiarato appena il giorno precedente di aver accettato un cessate il fuoco, alimentando dubbi sulla tenuta dell’intesa e aumentando il timore di una nuova escalation lungo il confine.

Hezbollah: «Il cessate il fuoco è privo di significato»

Dal fronte politico e militare libanese è arrivata una dura reazione da Hezbollah. Ali Fayyad, deputato del movimento sciita al Parlamento di Beirut, ha affermato che qualsiasi cessate il fuoco è «privo di significato» finché le forze israeliane continueranno a mantenere una presenza sul territorio libanese e a condurre attacchi e operazioni mirate.

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«La posizione della resistenza è chiara, inequivocabile e non negoziabile», ha dichiarato Fayyad, secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Tasnim. Il parlamentare ha ribadito che Hezbollah considera il diritto all’autodifesa un principio non soggetto a trattative e ha avvertito che ulteriori aggressioni riceveranno una risposta.

Fayyad ha inoltre sottolineato il sostegno politico, diplomatico e militare garantito dall’Iran al Libano, sostenendo che questo appoggio contribuisce a creare un «equilibrio efficace» con Israele e potrebbe favorire, secondo la sua lettura, il ritiro delle truppe israeliane dal territorio libanese.

Le dichiarazioni del dirigente di Hezbollah arrivano mentre sul terreno continuano gli scontri e gli attacchi, confermando quanto resti fragile la prospettiva di una tregua duratura tra le parti.

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