Trump minaccia di “far saltare” l’Oman, Teheran condanna gli Usa e denuncia raid americani su Bandar Abbas

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha condannato gli Stati Uniti dopo che Donald Trump ha minacciato di colpire l’Oman nel caso in cui Muscat si schierasse con Teheran

Trump minaccia di “far saltare” l’Oman, Teheran condanna gli Usa e denuncia raid americani su Bandar Abbas
Esmaeil Baghaei,
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28 Maggio 2026 - 16.12


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Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha condannato gli Stati Uniti dopo che Donald Trump ha minacciato di colpire l’Oman nel caso in cui Muscat si schierasse con Teheran nella disputa sulla riapertura dello stretto di Hormuz.

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Durante una riunione di governo alla Casa Bianca, il presidente americano aveva dichiarato che avrebbe fatto “saltare in aria” l’Oman se non si fosse “comportato come tutti gli altri” nel confronto in corso sul controllo del passaggio strategico da cui transita una parte enorme del petrolio mondiale.

In una dichiarazione diffusa questa mattina, Baghaei ha espresso solidarietà all’Oman — uno dei pochi mediatori rimasti credibili nella crisi tra Iran e Stati Uniti — denunciando le “minacce di funzionari statunitensi”, senza citare esplicitamente Trump.

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Il portavoce iraniano ha inoltre condannato gli attacchi americani contro Bandar Abbas, il porto iraniano affacciato proprio sullo stretto di Hormuz, definendoli una nuova escalation che rischia di incendiare ulteriormente la regione.

Le parole del presidente Usa contro l’Oman segnano un ulteriore salto di tono in una crisi già fuori controllo. Muscat, negli anni, ha rappresentato uno dei rarissimi canali diplomatici capaci di mantenere aperto un dialogo tra Washington e Teheran. Minacciare apertamente anche il principale mediatore del Golfo significa restringere ancora di più gli spazi della diplomazia e trasformare ogni trattativa in un ultimatum armato.

Lo stretto di Hormuz resta uno dei punti più delicati del pianeta: attraverso quel corridoio marittimo passa circa un quinto del petrolio mondiale. Ogni minaccia militare, ogni bombardamento, ogni dichiarazione incendiaria rischia di provocare conseguenze globali immediate, dall’impennata dei prezzi energetici fino a un conflitto regionale diretto.

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