Vassalli erano e vassalli sono rimasti. «L’assenza dell’Italia a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contraria alla lettera e allo spirito dello stesso articolo 11 della nostra Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie».
Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante le comunicazioni alla Camera sulla partecipazione dell’Italia al Board of Peace come osservatore, su invito del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
«Il governo ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’amministrazione Usa a presenziare, in qualità di Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace», ha ribadito Tajani, definendo la scelta «una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali».
Secondo il ministro, l’obiettivo è «creare le condizioni per arrivare a due Stati in grado di convivere in pace e sicurezza». L’impegno italiano si basa su «un dialogo costante con Israele, con l’Autorità Palestinese e con tutti i partner chiave nella regione», mantenuto negli ultimi mesi attraverso un coordinamento continuo. Tajani ha inoltre sottolineato che l’Italia parteciperà alla riunione di Washington portando il contributo offerto fin dall’inizio per il cessate il fuoco e per l’assistenza umanitaria alla popolazione di Gaza, anche attraverso l’iniziativa Food for Gaza.
Il vicepremier ha poi cercato di rassicurare i deputati rispetto alle critiche di chi ritiene la partecipazione italiana in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione e con i trattati internazionali. «In ogni contatto con l’amministrazione americana, abbiamo sempre richiamato la necessità di garantire la stretta osservanza dei principi della nostra Costituzione e il coinvolgimento del Parlamento. L’ho fatto io stesso più volte con il segretario di Stato Rubio nelle nostre frequenti occasioni di incontro», ha spiegato, ricordando che anche l’Unione europea ha confermato la partecipazione della presidenza di turno del Consiglio e della Commissione.
Tajani ha quindi ribadito la condanna del governo italiano rispetto ai tentativi di annessione della Cisgiordania da parte israeliana: «La violenza in Terra Santa deve cessare. Questo vale anche per i coloni estremisti, le cui aggressioni colpiscono le comunità cristiane, da sempre garanti di pace e dialogo in Medio Oriente. Continuiamo a chiedere con forza a Israele di porre un freno all’azione dei coloni. Il Governo ha condannato qualsiasi ipotesi di annessione israeliana della Cisgiordania, tentazioni che rischiano di compromettere la soluzione a due Stati».
Infine, il ministro degli Esteri ha sottolineato come Gaza sia «cruciale per la nostra sicurezza nazionale anche in chiave di contrasto al terrorismo e ai flussi migratori irregolari» e ha invitato le opposizioni a un confronto condiviso sulla politica estera. «Sono convinto che i temi di politica estera non debbano essere terreno di scontro politico, ma di dialogo serio, continuo e trasparente. La crisi di Gaza incide sugli equilibri regionali, sulla stabilità del Mediterraneo allargato e sulla sicurezza delle rotte commerciali del nostro export, che transita per il 40% attraverso il Mar Rosso, fondamentale anche per il corridoio economico India-Medio Oriente-Europa».
