Estremisti di destra che non mancano occasione per farsi riconoscere. Il numero due di Vox a Valencia, in lizza per diventare presidente del Parlamento regionale valenciano, José María Llanos, ha negato l’esistenza della violenza di genere e della violenza machista.
«La violenza di genere non esiste, la violenza machista non esiste», ha detto alla tv pubblica spagnola Tve quando si è recato al Parlamento, scatenando una forte polemica nel Paese.
Vox e il Partito Popolare hanno raggiunto un’intesa per governare nella regione di Valencia. Nel testo dell’accordo di governo reso pubblico ieri, non viene fatto riferimento alla violenza di genere ma si parla di violenza «intrafamiliare».
Dopo le polemiche, Lanos ha pubblicato un tweet per rettificare quanto detto ma in realtà ha riaffermato che la violenza di genere non esiste. «Vorrei rettificare e condannare tutti i tipi di violenza contro le donne, compresa la violenza machista; quello che nego è l’esistenza della violenza di genere. Lotteremo per sradicare ogni tipo di violenza e per fornire un quadro giuridico che ci permetta di proteggere tutte le vittime», si legge nel tweet.
Sul tema è intervenuto anche Alberto Núñez Feijóo, leader del Partito Popolare. «La violenza di genere esiste e ogni omicidio di una donna ci sconvolge come società. Non faremo un passo indietro nella lotta contro questo flagello. Non rinunceremo ai nostri principi, qualunque cosa ci costi», ha scritto Feijóo su Twitter. I
n questi giorni il Pp sta chiudendo a livello locale diversi accordi con Vox per governare in quei territori in cui non ha ottenuto, dal voto del 28 maggio, una maggioranza sufficiente per esecutivi monocolore.
Queste intese sembrano fare da preludio a un’alleanza tra le due forze politiche dopo il voto del 23 luglio. Secondo i sondaggi infatti per arrivare alla maggioranza assoluta al Congresso dei deputati il Pp avrebbe bisogno di sommare i suoi seggi con quelli di Vox.
«Feijóo, scendere a patti con coloro che negano la violenza di genere e i diritti delle donne è un enorme passo indietro», ha scritto su Twitter la ministra del Lavoro e leader della piattaforma progressista Sumar, Yolanda Diaz.
