Il ritorno della Russia nell’accordo sul grano è un “risultato diplomatico significativo” per l’Ucraina e il “mondo intero” e la richiesta di garanzie da parte del Cremlino ha mostrato “il fallimento dell’aggressione russa”: “Il ricatto russo non ha portato da nessuna parte”. Lo ha detto nel suo discorso notturno il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Dopo otto mesi di guerra “il Cremlino dice di aver chiesto garanzie di sicurezza all’Ucraina”, “duecentocinquantadue giorni fa la Russia ha chiesto garanzie di sicurezza agli Stati Uniti d’America. Si tratta di cambiamenti davvero sorprendenti. Questo mostra sia il fallimento dell’aggressione russa sia quanto io e voi siamo forti quando rimaniamo uniti”, ha concluso.
Intanto Kuleba precisa. L’Ucraina «non ha dato alcuna garanzia alla Russia» per farla tornare nell’accordo sull’esportazione del grano raggiunto lo scorso 22 luglio a Istanbul. Lo ha chiarito il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba intervistato dalla radio spagnola Cadena Ser e spiegando che la decisione di Mosca di rientrare nell’accordo è dipeso da «un grande lavoro diplomatico dietro le quinte del Segretario generale delle Nazioni Unite e del presidente della Turchia». E questo perché l’Ucraina, ha proseguito Kuleba, «non ha mai usato per scopi militari i corridoi umanitari» individuati per il transito di navi cariche di prodotti alimentari. Parlare di «garanzie è per la Russia il solo modo per salvare la faccia», ha aggiunto Kuleba.
