Cremlino: "Se gli Usa volessero la pace non invierebbero le armi a Kiev"

Lo ha dichiarato alla stampa il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Ieri, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato la decisione di fornire a Kiev altri 800 milioni di dollari in assistenza militare.

Cremlino: "Se gli Usa volessero la pace non invierebbero le armi a Kiev"
Il portavoce del Cremlino, Peskov
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14 Aprile 2022 - 14.48


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Gli Stati Uniti potrebbero smettere di fornire armi all’Ucraina se volessero la pace in Europa. Lo ha dichiarato alla stampa il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Se gli americani avessero «il desiderio di promuovere la pace e la stabilità nel continente europeo», non fornirebbero armi a Kiev e «incoraggerebbero l’Ucraina a soddisfare le condizioni che sono state formulate molto chiaramente dalla Federazione russa», ha sottolineato Peskov citato dalla Tass.

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Ieri, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato la decisione di fornire a Kiev altri 800 milioni di dollari in assistenza militare.

Il Cremlino condivide l’idea del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev secondo cui la regione baltica perderà il suo status di regione de-nuclearizzata se Svezia e Finlandia diventeranno membri della Nato. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ricordando tra l’altro che c’è un ordine del presidente Vladimir Putin affinché il fianco occidentale della Federazione sia rafforzato considerato il potenziamento militare della Nato. Nel consueto briefing giornaliero, i giornalisti gli hanno chiesto se il Cremlino condividesse l’opinione di Medvedev. «Certo. La questione è stata chiamata in causa in più occasioni e, cosa più importante, non dimentichiamo l’ordine del presidente al ministero della Difesa perché trovi il modo di rafforzare il nostro fianco occidentale considerato il crescente potenziamento militare della Nato sul nostro confine». I giornalisti gli hanno chiesto se il dispiegamento del nucleare faccia parte di questo rafforzamento: «Non posso dire nulla al riguardo», ha risposto lui. «Una volta definito il piano per rafforzare i nostri confini occidentali, sarà presentato un elenco di tutte le misure necessarie, i passi da compiere e tutto ciò sarà discusso in una conferenza presieduta dal presidente».

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