Ucraina, Zelensky rifiuta il modello austriaco e svedese di neutralità: "Vogliamo Paesi garanti della nostra sicurezza"

Intanto il Paese entra nella terza settimana di guerra con la capitale Kiev sotto coprifuoco. Il 24 marzo Consiglio straordinario della Nato

Ucraina, Zelensky rifiuta il modello austriaco e svedese di neutralità: "Vogliamo Paesi garanti della nostra sicurezza"
Tavolo dei negoziati
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16 Marzo 2022 - 14.05


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L’Ucraina rifiuta l’idea di un modello austriaco o svedese di neutralità del Paese e vuole garanzie di sicurezza. Lo afferma il presidente ucraino Zelensky, rispondendo alle indiscrezioni lanciate dal capo negoziatore di Mosca Vladimir Medinsky. “L’Ucraina è in uno stato di guerra diretta con la Russia. Pertanto, il modello può essere solo ucraino”. Lo ha detto il capo negoziatore ucraino Mykhailo Podoliak spiegando il rifiuto da parte di Kiev del modello svedese o austriaco di neutralità e sottolineando che l’Ucraina vuole “garanzie di sicurezza assoluta” contro la Russia con un accordo i cui firmatari si devono impegnare a intervenire a fianco di Kiev in caso di aggressione. 

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Secondo Medinsky, infatti, ai colloqui di pace, Kiev propone “una versione austriaca e svedese” di neutralità per l’Ucraina.

“Si discutono una serie di questioni relative alle dimensioni dell’esercito ucraino, lo sviluppo dello status neutrale del Paese e la sua smilitarizzazione. L’Ucraina offre una versione austriaca e svedese di Stato neutrale demilitarizzato, ma al allo stesso tempo uno Stato che ha un proprio esercito e forze navali. Tutte queste questioni vengono discusse a livello dei vertici dei ministeri della Difesa di Russia e Ucraina”.

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Il capo della delegazione russa ha ricordato che “l’Ucraina ha uno status neutrale anche adesso. Fu a condizione della sua neutralità che l’Ucraina si ritirò dall’Unione Sovietica nel 1991, e questa neutralità è scritta nella Dichiarazione di sovranità”.

“Naturalmente, la questione chiave per noi è lo status della Crimea e del Donbass, oltre a una serie di questioni umanitarie, tra cui la denazificazione, i diritti della popolazione di lingua russa e lo status della lingua russa”, ha aggiunto il capo negoziatore russo.

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