È il Regno Unito il Paese più colpito d’Europa dal Coronavirus, con oltre 32.000 vittime. In particolare, secondo l’Ufficio nazionale di statistica, 29.648 persone sono decedute per il Covid-19 in Inghilterra e Galles al 24 aprile. Se si aggiungono i decessi in Scozia e Nord Irlanda, riferisce oggi la Reuters, il totale sale a 32.313 vittime. E non si tratta che di una stima al ribasso, dato che sappiamo che il Johns Hopkins tiene conto solo delle morti ‘ufficiali’, un problema che è comune a tutto il mondo. Purtroppo, alla fine della pandemia, non sarà mai possibile sapere quante persone sono davvero morte di Covid-19.
Sorge però spontaneo il dubbio che una cifra così vertiginosa si sarebbe potuta evitare: esattamente come in Lombardia in Italia, dove una serie di errori nella gestione delle prime fasi dell’epidemia ha comportato la catastrofe, la scellerata decisione iniziale di Boris Johnson di non fare nulla per reprimere il contagio (appoggiata dalla quasi unanimità degli inglesi, peraltro) ha comportato giorni se non settimane sprecate che si sono rivelate fatali per il Paese.
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