Lo scempio di Trump: migliaia di bambini migranti deportati nel deserto del Texas

Con una serie di blitz in piena notte i ragazzi trasferiti dopo un lungo viaggio in un accampamento dove non potranno andare a scuola o riceve assistenza legale

Il capo di Tornillo nel Texas dove sono stati depostati i bambini migranti
Il capo di Tornillo nel Texas dove sono stati depostati i bambini migranti
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1 Ottobre 2018 - 15.23


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Nelle ultime settimane centinaia e centinaia di bambini migranti – circa 1600 – che erano ospitati in strutture sparse tra il Kansas e New York sono stati svegliati in piena notte per essere trasportati, dopo un lungo viaggio per tutti gli Stati Uniti, in una tendopoli che si trova in un’area desertica del Texas.


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Prima di questa deportazione i bambini prigionieri della xenofobia di Trump e detenuti dalle autorità federali erano ospitati in case d’accoglienza private o in rifugi dove dormivano in due o tre per stanza, ma potevano andare a scuola e ricevere la visita di chi si occupava della loro assistenza legame.

Ma evidentemente la disumanità di Trump non era soddistaffa: come si ricorderà dopo settimane di proteste, negli Stati Uniti ed in tutto il mondo, e dopo l’intervento di diversi giudici federali, l’amministrazione Trump aveva poi iniziato a ricongiungere le famiglie separate, ma nelle ultime settimane questo processo si è rallentato.
Invece, con un blitz in piena notte, la vera e propria deportazione di questi circa 1600 ragazzi migranti, tra i 13 ed i 17 anni, a settimana nella tent city, dove non possono frequentare la scuola o avere accesso pieno all’assistenza legale.
I trasferimenti rientrano in una più ampia riforma del sistema con cui gli Stati Uniti gestiscono i migranti minorenni che sono trattenuti in numeri record, circa 13 mila, dalle autorità federali.
Secondo un giornalista della Nbc alla fine di settembre nella tent city nel deserto c’erano già 1300 ragazzi. Ed il dipartimento per la Sanità ed i Servizi Sociali, ai quali sono affidati gli immigrati minorenni, hanno reso noto di aver triplicato i posti letto nell’accampamento, che ora sfiorano le 4mila unità.

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