Canti, balli, lacrime e commozione per le strade: il pensiero che di gravidanza non si dovrà più morire, che le donne sono finalmente padrone di decidere sul proprio corpo, questo è il fuoco che ha spinto migliaia di donne irlandesi a scendere in piazza per festeggiare una svolta storica, a festaggiare l’abolizione dell’ottavo emendamento della costituzione con la gioia di chi ha combattutto, ha sofferto ma alla fine è riuscito a vincere.
Rimangono nella memoria i volti di coloro che sono state martiri in questa lotta, come Savita, la donna indiana-irlandese morta di setticemia quando i medici le hanno rifiutato l’interruzione della gravidanza che alla fine l’ha uccisa. Savita è diventata il simbolo di questa lotta e oggi il suo sorriso è più raggiante che mai.
