Madrid non fa sconti: la Catalogna deve ritirare la dichiarazione d'indipendenza

Riunione straordinaria del governo presideduto da Rajoy: per loro si tratta di secessione nonostante la sospensione. Allo studio l'ipotesi di misure molto forti

La riunione del governo presieduto da Mariano Rajoy
La riunione del governo presieduto da Mariano Rajoy
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11 Ottobre 2017 - 07.28


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L’indipendenza della Catalogna c’è. Ma al monento è sospesa. Carles Puigdemont pensa che ritardare tutto di qualche settimana possa aprire la strada al dialogo. Ma il governo centrale non la vede affatto così. Per Madrid quello che sta facebndo il parlamento catalano si chiama secessione indipendentemente se sia stata sospesa.
Del resto la dichiarazione di ndipendenza è già stata formalmente firmata da 72 deputati e questo basta.
Soraya Saenz de Santamaria ha annunciato la riunione straordinaria di governo che è cominciata questa mattina e nella quale i propositi sono tutt’altro che accondiscendenti verso il governo catalano «Nessuno può accettare una legge che non esiste, dare validità ad un referendum che non è avvenuto né appropriarsi della volontà di un popolo intero», ha detto in un tweet la vicepremier del governo di Madrid. «Il dialogo tra i democratici si svolge sotto la legge e non inventando le regole che favoriscano una parte rispetto all’altra», ha proseguito Saenz de Santamaria.
Mariano Rajoy chiederà a Carles Puigdemont di ritirare la dichiarazione di indipendenza della Catalogna, il cui testo è stato firmato anche dai deputati di Junts Pel Si (Insieme per il sì, lista elettorale catalana indipendentista) e la Cup (Candidatura di Unità popolare, partito politico catalano di estrema sinistra).
Un Consiglio dei ministri straordinario che studierà questa mattina i “prossimi passi” di fronte a quella che è considerata la sfida degli indipendentisti.
Il primo ministro spagnolo si è incontrato nella notte con il leader del partito socialista Pedro Sanchez e parlerà con il capo dei centristi di Ciudadanos Albert Rivera per analizzare la possibile attivazione dell’articolo 155 della Costituzione, che permetterebbe al governo di Rajoy di sospendere l’autonomia della Catalogna, ossia riportare le sue istituzioni sotto il controllo dell’esecutivo centrale di Madrid.

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