Puigdemont attacca re Filippo: ha deluso tanti catalani, noi andremo avanti

Il presidente della Catalogna invoca una mediazione ma nello stesso tempo non si smuove dalla volontà di proclamare l'indipendenza

Puigdemont
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4 Ottobre 2017 - 17.57


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Ha aspettato un giorno, poi la risposta: “Il re dovrebbe rispettare tutti i cittadini, come dice la Costituzione, e avere un ruolo di moderatore. Invece ieri ha condannato fermamente senza mai considerare la posizione della Catalogna ma ha solo deciso di sostenere il governo spagnolo, per annichilire il desiderio di sovranità del popolo catalano dicendo che le loro pretese sono illegittime o criminali. Ieri ha deluso tante persone, tanti catalani, che spesso sono stati al suo fianco”. Lo ha detto il presidente della Catalogna Carles Puigdemont in una conferenza stampa a Barcellona, facendo riferimento al discorso alla nazione pronunciato ieri dal re di Spagna riguardo al referendum indipendentista della Catalogna.
“Porteremo avanti l’impegno che abbiamo deciso di intraprendere” sull’indipendenza della Catalogna, pur “rispettando le altre posizioni”. “Il mio governo sarà sempre impegnato a favore della pace ma saremo risoluti. Ora occorre mediazione”. Lo ha detto il presidente della Catalogna Carles Puigdemont in una conferenza stampa a Barcellona, aggiungendo: “Sono aperto a qualsiasi processo di mediazione”, perchè “pace, dialogo e accordi fanno parti della cultura politica del nostro paese, ma non abbiamo avuto un responso positivo in questo senso dal governo spagnolo”.
La giornata piena di tensioni
Puigdemont lo ha già detti chiaro e tondo: già mi sento presidente di una paese libero. Segno che vuole andare fino in fondo e senza tentennamenti.
Nel frattempo la Candidatura d’Unitat Popular (Cup), il partito della sinistra indipendentista catalana, sostiene che alla plenaria del Parlament di Barcellona lunedì, si «proclamerà l’indipendenza e la Repubblica catalana». Lo ha affermato la deputata Mireia Boya ma riconoscendo che non c’è accordo tra i partiti indipendentisti su questo punto.
El Pais ricorda che Junts pel Sì e la stessa Cup hanno chiesto ufficialmente un intervento del presidente della Catalogna Carles Puigdemont lunedì in aula. E i socialisti catalani (emanazione del Psoe) hanno già annunciato un ricorso per impedire che lunedì il parlamento catalano si esprima su qualcosa di illegale.
La Cup, che si definisce anticapitalista, sostiene che l’indipendenza debba essere proclamata nonostante i rischi di arresto per i dirigenti catalani. «Siamo preparati», dice Boya citata da La Vanguardia, «e in nessun caso ci fermeremo». Se succederà «ci sarà una mobilitazione gigantesca, massiccia e auto-organizzata».
Timmermans: «Diritto di ogni Stato difendere lo Stato di diritto» – «Il rispetto dello Stato di diritto non è un optional». Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans durante il dibattito al Parlamento di Strasburgo sulla situazione in Catalogna.
«Il voto di domenica non era legale», ha detto Timmermans, sottolineando che se «la violenza non è mai una soluzione e domenica si sono viste immagini che intristiscono è tuttavia diritto di ogni Stato difendere lo Stato di diritto e questo a volte richiede un uso proporzionato della forza».
Il vicepresidente della Commissione europea ha invitato il governo di Madrid e quello regionale catalano a «abbandonare il cammino del confronto e seguire la strada della cooperazione e del dialogo per risolvere la situazione». Timmermans ha ribadito in ogni caso che la questione «è un affare interno spagnolo».
Verhofstadt: «Iirresponsabile atto d’indipendenza» – «Dichiarare l’indipendenza sulla base di un referendum difettoso è totalmente irresponsabile»: lo ha detto il capogruppo liberale al Parlamento europeo, Guy Verhofstadt, nel corso del dibattito in plenaria all’Eurocamera sulla Catalogna.
Secondo Verhofstadt, una dichiarazione di indipendenza da parte di Barcellona «provocherebbe una frattura fatale, che potrebbe essere insanabile».
Il politico belga, d’altra parte, ha anche definito deplorevole l’uso della violenza, «seppure basato sul pronunciamento di una corte. Ed ha invitato entrambe le parti in causa a fermare l’escalation e a sedersi attorno al tavolo per un dialogo inclusivo».
Rajoy vede il cardinale di Barcellona, ipotesi mediazione – Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha visto ieri pomeriggio il cardinale arcivescovo di Barcellona, Juan José Omella, che secondo fonti di stampa catalana sarebbe considerato dal governo di Barcellona come un possibile mediatore con Madrid, riferisce La Vanguardia online.
Secondo Tv3, Omella avrebbe visto questa mattina anche il vicepresidente catalano Oriol Junqueras.

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