Le Nazioni Unite sono penalizzate da una burocrazia che ne frena le attività. Ma ho io la ricetta per rilanciarne l’attività: è questo il succo delle dichiarazioni che Donald Trump ha reso dando il via all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, un organismo verso il quale non ha mai celato le sue critiche, ritenendolo, per come oggi è strutturato, pressoché inutile.
Donald Trump ha chiesto ai membri del consesso mondiale di appoggiare il suo piano, che ha l’obiettivo è quello di rendere l’organizzazione ”più efficace e performante”.
E tanto per non essere frainteso, il presidente ha detto che ”nel corso degli ultimi anni l’Onu non ha dispiegato il suo potenziale – ”straordinario” – a causa della burocrazia e della cattiva gestione, temi che peraltro erano stati presenti nella sua campagna elettorale.
“È un nuovo giorno per le Nazioni Unite”, ha dichiarato entusiasta Nikki Haley, ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, che ha accolto con favore il sostegno della comunità internazionale alla riforma, su cui Cina e Russia mantengono comunque delle riserve.
Il progetto di Trump – tornato più di una volta sui fondi necessari per le operazioni di pace – non contiene numeri, ma principi generali per migliorare l’ “efficacia” dell’organizzazione.
Trump intende ridurre la spesa delle Nazioni Unite, finanziata prevalentemente da Washington. Una prospettiva che preoccupa alcuni diplomatici. Ad esempio, l’ipotesi di ridurre della metà delle risorse dell’Alto Commissario per i Rifugiati (UNHCR), al 40% dipendente dal contributo degli Stati Uniti, ne renderebbe impossibile la gestione.
Lapidario il giudizio del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, secondo cui la volontà di risparmiare denaro a qualsiasi costo potrebbe “minare l’efficacia” delle missioni ONU.
D’altra parte, che la macchina delle Nazioni Unite non cammini con la speditezza necessaria è sotto gli occhi di tutti e lo stesso Guterres ne è consapevole (dovrebbe incontrare a breve lo stesso Trump).
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