New York si ribella, De Blasio: la città rispetterà gli accordi di Parigi

Ue e Cina invece hanno confermato di voler continuare a rispettare gli accordi

Bill De Blasio
Bill De Blasio
Preroll AMP

globalist Modifica articolo

31 Maggio 2017 - 16.47


ATF AMP

Il sindaco di New York, Bill de Blasio, ha promesso che la sua città rispetterà l’accordo sul clima di Parigi, anche nel caso in cui il presidente Donald Trump dovesse annunciare l’uscita degli Stati Uniti dall’intesa mondiale. In una serie di tweet, il sindaco ha definito la scelta di Trump, se dovesse essere confermata, “terribilmente devastante per il pianeta, per il Paese e per questa città”; in particolare, per Blasio, si tratterebbe di una “pugnalata al cuore di New York City”.

Top Right AMP

“L’accordo di Parigi è stato il più grande passo avanti compiuto in molti anni. È irragionevole uscirne” ha commentato il sindaco, che ha poi promesso che firmerà “un ordine esecutivo per mantenere l’impegno di New York nei confronti dell’accordo di Parigi”.

Amnesty: Rischio catastrofe se Trump abbandona accordo Parigi. “L’annunciata decisione del presidente degli Usa, Donald Trump, di abbandonare l’accordo di Parigi sul cambiamento climatico costituisce un attacco a numerosi diritti umani e mette in serio pericolo la vita e il benessere di milioni di persone”. Lo ha dichiarato la direttrice generale di Amnesty International Usa, Margaret Huang. “Rifiutando di condividere con le altre nazioni l’adozione delle misure necessarie per ridurre le emissioni dei gas responsabili dell’effetto serra e mitigare il cambiamento climatico, è come se il presidente Trump stesse affermando: ‘Lasciamoli annegare, morire di caldo e di fame'”, ha proseguito Huang.

Dynamic 1 AMP

Ue e Cina riconfermano rispetto accordo clima. Nel vertice di venerdì Ue e Cina annunceranno che continueranno a rispettare l’accordo di Parigi sul clima e nelle conclusioni, già “stabilizzate” sul tema, saranno annunciati “dettagli sulle misure concrete di attuazione” dell’accordo. Lo indicano fonti europee a due giorni dal vertice che formalmente comincerà domani sera con la cena del premier Li Keqiang con i presidenti Donald Tusk e Jean Claude Juncker all’Europa Building di Bruxelles. L’eventuale ritiro degli Usa “non è la fine del mondo”, aggiungono le fonti.
Tra le misure concrete attese da parte della Cina per l’attuazione dell’accordo di Parigi sul clima, le fonti indicano ad esempio l’avvio da parte di Pechino di uno schema di scambio dei diritti sulle emissioni (Ets) a livello nazionale cinese dopo che negli ultimi anni sono stati attuati sette diversi progetti pilota.
A proposito del possibile ritiro degli Usa dall’accordo, viene fatto osservare che è stato “firmato da 195 paesi” e “ratificato da 147”, mentre “solo due paesi, Siria e Nicaragua” non ne fanno parte “mentre tutti gli altri andranno avanti”.
L’accordo è in vigore ed è legalmente vincolante dal 4 novembre 2016 e che l’eventuale ritiro degli Usa non modificherebbe in alcun modo la sua validità legale.
Le fonti specificano che l’eventuale ritiro sarebbe una scelta degli Stati Uniti che arriverebbe dopo che “a Taormina è stato steso il tappeto rosso” per Trump, che però sembra orientato a decidere diversamente “anche se c’è molta pressione a favore delò mantenimento dell’impegno anche negli Usa, da parte del mondo del business, dei cittadini e perfino da parte di Exxon-Mobil” perché “l’accordo crea opportunità per la crescita ed il lavoro”.

FloorAD AMP
Exit mobile version