È ancora scontro sui diritti tra Ankara e Berlino. Nel caso in cui la Turchia decidesse di indire un referendum sulla reintroduzione della pena di morte, il governo tedesco impedirebbe lo svolgimento della consultazione in Germania. “Non e’ politicamente immaginabile che approveremmo una votazione in Germania su una misura che contrasta chiaramente con la Costituzione e i valori europei”, ha detto a Berlino il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert. Se un altro Stato vuole condurre una consultazione nelle ambasciate o nei consolati in Germania, c’e’ bisogno di un’autorizzazione, ha ricordato Seibert. Al momento non c’e’ nessuna richiesta in questo senso. “Non c’e’ nessun obbligo di approvare una simile richiesta. Cio’ significa che il governo federale puo’ anche rifiutare l’autorizzazione e proibire una votazione in Germania”, ha continuato. “Presumo che utilizzeremmo tutti i mezzi giuridici per impedire una cosa del genere”, ha aggiunto. In precedenza anche il candidato cancelliere della Spd, Martin Schulz, aveva detto allo Spiegel di essere contrario a far partecipare a un eventuale referendum sulla pena di morte gli 1,4 milioni di turchi-tedeschi che vivono in Germania e hanno diritto di voto in Turchia. La sua posizione, ha affermato una portavoce del ministero degli Esteri, e’ stata concordata col capo della diplomazia tedesca, il socialdemocratico Sigmar Gabriel.
Referendum sulla pena di morte in Turchia: Berlino impedirebbe il voto in Germania
Se Ankara decidesse di indire il referendum sulla reintroduzione della pena di morte, il governo tedesco la consultazione.

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5 Maggio 2017 - 16.29
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