Si insanguina la protesta anti Maduro: 17enne ucciso da gruppi chavisti

Aumenta la tensione in Venezuela, il ragazzo si chiamava Carlos José Moreno. È morto dopo un colpo alla testa.

La protesta
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19 Aprile 2017 - 21.24


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Ancora sangue nella protesta anti Maduro. Un’altra giornata di protesta di piazza contro il governo, un altro corteo bloccato dai lacrimogeni delle forze dell’ordine, un altro morto -il sesto dall’inizio di aprile – fra i manifestanti, ucciso dai gruppi armati irregolari del chavismo, i “colectivos”. Si chiamava Carlos Jose’ Moreno, uno studente di primo anno alla facolta’ di Economia, di soli 17 anni. Il brutale copione della crisi politica a Caracas si è ripetuto oggi con macabra precisione.

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Miguel Salomon, direttore della Clinicas Caracas, ha precisato che il giovane, Carlos Moreno, e’ morto nella sala operatoria mentre i medici tentavano di salvargli la vita. Il procuratore capo del Venezuela ha annunciato che e’ stata aperta un’inchiesta sull’incidente dopo le notizie contrastanti sulle cause della sua morte. Gli oppositori del presidente Nicolas Maduro hanno puntato il dito contro le milizie armate filo-governative che – a dir loro – hanno aperto il fuoco sulla folla di manifestanti, mentre alti ufficiali hanno riferito che il ragazzo e’ stato attaccato mentre stava rientrando a casa da una partita di calcio.

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“È morto”, ha detto Amadeo Leiva, responsabile dell’Ospedale Clinicas Caracas. “Partecipava a un corteo dell’opposizione quando gli ha sparato qualcuno in motocicletta, che prima aveva sparato gas lacrimogeni contro la folla”.

Una dinamica tutta da chiarire. La madre del giovane ha detto alla stampa, che il figlio “non stava partecipando alla protesta, ma passava da quelle parti quando hanno cominciato a sparare”.

L’opposizione aveva organizzato per la giornata -f esta nazionale in Venezuela– quella che avevano battezzato “la madre di tutte le proteste”: manifestanti oppositori dovevano concentrarsi in 26 punti della città, per poi convergere in unico corteo. Come sempre in occasione delle proteste dell’opposizione, le autorita’ di Caracas hanno hanno chiuso quasi 20 stazioni della metro di Caracas, e disposto posti di blocco nei principali punti di accesso al centro della citta’. I primi problemi sono sorti, pero’, prima ancora che iniziasse la manifestazione. Sui social network si sono moltiplicate le informazioni su gruppi di “colectivos” che occupavano con violenza i punti di concentrazione dell’opposizione. E in uno di questi punti la violenza è diventata omicida.

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È stato sulla Plaza de la Estrella, nel quartiere di San Bernardino (nord della citta’). La deputata Olivia Lozano ha raccontato che un gruppo di civili mascherati e armati “hanno teso una imboscata” e “hanno cominciato a spararci addosso”, ha detto. Carlos Jose’ Moreno, uno studente di primo anno alla facolta’ di Economia, e’ caduto a terra raggiunto da uno sparo di arma di fuoco alla testa. Ricoverato d’urgenza, e’ morto poco dopo. Aveva 17 anni. La madre del ragazzo ha pero’ affermato che il figlio “non stava partecipando alla protesta; stava passando da quelle parti quando hanno cominciato a sparare”. Nel frattempo, colonne di manifestanti si sono scontrate con posti di blocco e barricate erette dalla Guardia Nazionale e la polizia sulle principali vie di accesso. Quando hanno tentato di superarli, sono stati caricati con gas lacrimogeni e pallottole di gomma.

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