Tax march: l'America ancora in piazza contro Trump

Da New York a Chicago e Washington: in 150 città per chiedere trasparenza sulle tasse del miliardario

Un momento della tax march
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16 Aprile 2017 - 12.22


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Non si tratta solo di una protesta delle prime ore: la giorno dopo giorno Trump divide sempre più le due anime degli States, avendo scelto una politica reazionaria e xenofoba dall’alto dei suoi miliardi.
Così migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città di tutti gli Stati Uniti in segno di protesta contro il presidente Donald Trump, in particolare chiedendo che il tycoon renda pubbliche le sue dichiarazioni dei redditi.
Da New York a Chicago e naturalmente nella capitale Washington DC marce di protesta sono state organizzate in quasi 150 città, molte in contemporanea, dando vita all’evento battezzato ‘Tax March’ e organizzato in coincidenza con il ‘tax day’ negli Stati Uniti, ovvero la scadenza – il 15 aprile- per la presentazione delle dichiarazioni di redditi e simili documenti di natura fiscale.
Il presidente non è obbligato dalla legge a rendere pubbliche le sue dichiarazioni al fisco: è tuttavia una consuetudine che il tycoon è il primo presidente in 40 anni a non rispettare.
Alla marcia di New York hanno partecipato anche alcuni volti noti, mentre la contestazione ha seguito il presidente fino a Mar-a-Lago, in Florida, dove si trova per trascorrere il weekend nel resort di sua proprietà.
Intanto è di 15 arresti il bilancio degli scontri di Berkeley, in California, tra manifestanti pro e anti Trump.
Lo riferisce la Polizia locale, indicando la presenza di persone vestite di nero che si autodefiniscono anarchici, descrizione che evoca i black bloc. Vi sarebbero inoltre almeno un paio di feriti lievi.

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