Brexit, in Scozia nuovo iter per il referendum-bis: Londra però ha già detto no

Sturgeon, primo ministro scozzese, ha annunciato l'avvio dell'iter nel Parlamento locale per arrivare ad un nuovo referendum. Downing Street però dice subito no.

Scozia, referendum-bis per l'indipendenza
Scozia, referendum-bis per l'indipendenza
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13 Marzo 2017 - 14.32


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La Scozia ci riprova: Nicola Sturgeon, primo ministro scozzese, ha annunciato oggi a Edimburgo l’avvio per la settimana prossima dell’iter nel Parlamento locale per arrivare ad un referendum bis sull’indipendenza dalla Gran Bretagna. Si tratta di una risposta al via libera alla Brexit da parte di Londra dopo che il governo di Theresa May ha già fatto sapere di non voler autorizzare una nuova consultazione sulla secessione della Scozia.  

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Sturgeon ha indicato una finestra utile, fra l’autunno del 2018 e la primavera del 2019, durante la quale si potrebbe tenere il nuovo referendum. L’iter prevede che la leader scozzese chieda all’assemblea di Edimburgo di rivolgersi al Parlamento di Westminster (al quale spetta l’ultima parola) e quindi domandare il permesso per una nuova consultazione popolare, dopo quella del 2014 vinta dagli unionisti, in quanto “sono mutate le circostanze” rispetto ad allora con la Brexit.

Il primo ministro scozzese, nel suo intervento, ha sottolineato che la decisione è inevitabile a fronte del “muro di intransigenza” che il governo di Londra ha eretto contro le istanze presentate da Edimburgo che aveva proposto una serie di soluzioni per mantenere la Scozia all’interno del mercato unico europeo. “Non è stato possibile fare altro mentre si prospetta una hard Brexit”, ha sottolineato la ‘first minister’, aggiungendo che la Scozia deve “scegliere per il suo futuro” prima che sia troppo tardi.

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Ma stavolta Downing Street ha già manifestato il suo no al referendum bis. In una nota, il governo di Theresa May ha affermato che un tale voto causerebbe incertezza e ricorda che la secessione fu respinta nel referendum del 2014 e che la stessa leadership quel voto “unico in una generazione”. Il governo May si è impegnato peraltro a negoziare ora la Brexit “nell’interesse di tutte le nazioni” del Regno Unito.

 

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