Il mondo diventerà un enorme lager di questo passo. Con sfruttati e sfruttatori. Il protezionismo e la sicurezza sono scuse. Papa Francesco lo ha detto da tempo ed infatti molti potentati cercano in tutti i modi di minare il suo pontificato.
Ma gran parte della Chiesa la pensa come il Papa: “Esprimiamo il nostro dolore e il rifiuto della costruzione di questo muro, e rispettosamente invitiamo tutti a fare una riflessione più approfondita sui modi attraverso i quali si può garantire la sicurezza, lo sviluppo, la creazione di posti di lavoro e altre misure necessarie ed eque, senza causare ulteriori danni a coloro che già soffrono, i più poveri e i più vulnerabili”: così si legge nel comunicato della Conferenza Episcopale Messicana (Cem) pubblicato dall’agenzia vaticana Fides.
“Noi continueremo a sostenere in modo stretto e solidale tanti nostri fratelli che vengono dal Centro e dal Sud America, che attraversano il nostro paese verso gli Stati Uniti” è scritto nel comunicato dell’Episcopato messicano, che si conclude invitando le autorità del paese a “continuare nella ricerca di accordi” con il paese vicino, perché alla fine “siano salvaguardati la dignità e il rispetto” dei migranti, che cercano solo migliori opportunità di vita.
Il comunicato è firmato da monsignor Guillermo Ortiz Mondragon, vescovo di Cuautitlan, quale presidente della Commissione Episcopale per la Mobilità umana della Cem. Nel testo viene sottolineato che l’impegno dei vescovi messicani è in piena sintonia con la Commissione Episcopale per le Migrazioni degli Stati Uniti, che si è espressa allo stesso modo alla notizia della costruzione del muro con la frontiera messicana.
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