La Turchia spara e uccide ancora i curdo-siriani in fuga dalla guerra

La polizia di frontiera di Ankara ha ucciso un ragazzo e ne ha feriti due nel nord della Siria

Profughi siriani
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26 Ottobre 2016 - 16.13


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Ancora spari contro civili e profughi: la polizia di frontiera turca ha aperto il fuoco su un gruppo di civili siriani vicino alla città di Amude. Tutta gente che stava cercando di fuggire dalla guerra in corso in Siria.
I profughi si erano avvicinati al confine siriano-turco di Mearik. A quel punto si sono trovati sotto il fuoco turco per inpedire che attraversassero le linee: un civile è stato ucciso mentre altri due sono rimasti feriti.
Il ragazzo morto aveva 23 anni e si chiamava Ali Tamme. I feriti sono stati trasferiti nell’ospedale di Amude.
Non è la prima volta: le guardie di frontiera turchi hanno ultimamente violato più volte i principi umanitari e morali e le norme internazionali, uccidendo civili siriani innocenti, compresi i bambini.
La Turchia ha infatti chiuso tutte le vie di accesso e sta costringendo i civili sempre più disperati a cercare percorsi alternativi. Decine di siriani (per lo più curdi) sono stati uccisi dalle guardie di frontiera turca nel corso degli ultimi due anni.

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