“Colpiscono qualsiasi cosa, ospedali, orfanotrofi, scuole”, raccontava sei mesi fa al Guardian Hisham al Omeisy. “Vivono con la paura costante che la scuola dei tuoi figli possa essere il prossimo bersaglio”. La paura per un po’ potrebbe finire. L’Onu ha annunciato la tregua in Yemen. Il cessate il fuoco di 72 ore entrerà in vigore nello Yemen giovedì 19 ottobre alle 23.59 locali e potrà essere prorogato. Lo ha annunciato in una nota l’inviato Onu per lo Yemen, Ismail Ould Cheikh Ahmed, sottolineando di aver ricevuto rassicurazioni da parte di “tutte le parti yemenite”.
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L’annuncio dell’Onu è arrivato dopo che ieri il presidente yemenita Abd Rabbo Mansour Hadi, impegnato contro i ribelli sciiti Houthi con il sostegno della coalizione militare guidata dall’Arabia saudita, ha annunciato il proprio assenso alla tregua.
Nella nota, il mediatore delle Nazioni Unite ha presentato il nuovo cessate il fuoco come un “rilancio della cessazione di tutte le ostilità” concordata lo scorso aprile, ma poi fallita, sottolineando che “risparmierà al popolo yemenita ulteriori spargimenti di sangue e contribuirà a rafforzare la consegna degli aiuti umanitari”. Ahmed ha quindi ricordato che, stando ai termini del cessate il fuoco concordati ad aprile, le parti in conflitto “sono obbligate a consentire un accesso umanitario libero e senza ostacoli” e a cessare “le attività militari di qualsiasi tipo”.
La decisione è stata raggiunta in un momento difficile del conflitto. Negli ultimi giorni infatti la tensione aveva raggiunto livelli preoccupanti: batterie missilistiche Houthi avevano aperto il fuoco contro il cacciatorpediniere americano Uss Mason, senza colpirlo, e a distanza di poche ore l’America aveva risposto distruggendo i tre radar della postazioni missilistica. Teheran per reazione, allarmata dalla piega degli eventi, aveva inviato nell’area due navi da guerra. Il 9 ottobre un raid aereo della coalizione sunnita aveva inoltre causato la morte di almeno 155 persone colpendo una sala dove era in corso un funerale del padre di un esponente di spicco dei ribelli sciiti Houthi.
La guerra in corso nello Yemen dal marzo 2015 ha causato oltre 6.900 morti e almeno tre milioni di sfollati. Sono quasi tre milioni le persone che hanno bisogno urgente di aiuti umanitari e sono 1,5 milioni i bambini che soffrono di malnutrizione. Il mediatore ha quindi chiesto “a tutte le parti yemenite, ai Paesi della regione e alla comunità internazionale di promuovere il pieno rispetto di questa cessazione delle ostilità e di assicurare che questa porti a mettere fine in modo permanente e duraturo al conflitto”.
