Caos Brexit: quasi due milioni di firme per un contro-referendum

La petizione chiede l'approvazione di una legge che preveda una seconda consultazione se nella prima l'affluenza è inferiore al 75% e il risultato sotto il 60% di voti. Londra e Scozia:indipendenza.

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25 Giugno 2016 - 16.23


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La Gran Bretagna è divisa. Dopo il voto per uscire dall’Unione Europea gli inglesi fanno dietrofront. Su internet oltre 1,5 milioni  di firme (ma il numero continua a salire) per la proposta che chiede al governo una nuova consultazione. Ma per aderire basta autodichiararsi cittadini britannici. Intanto su Change.org si raccolgono adesione anche per una “secessione” della capitale. La premier scozzese Nicola Sturgeon: “Discussioni immediate” con Bruxelles “‘per proteggere il posto della Scozia nella Ue”.

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Nuovo referendum. La petizione per una nuova consultazione ha superato il milione di firme, 1milione e 500mila nel primo pomeriggio. Lo si legge sul sito del governo britannico – a un certo punto è andato in tilt a causa dei troppi accessi – dove sono pubblicate tutte le petizioni che poi vengono sottoposte alla commissione incaricata di valutarle per eventualmente sottoporle al Parlamento. I firmatari chiedono la promulgazione di una nuova legge che prescriva la ripetizione del referendum in caso di un risultato con un margine di vantaggio del ‘Leave’ o del ‘Remain’ inferiore al 60%. E che abbia come condizione minima un’affluenza alle urne non inferiore al 75%. Le petizioni inviate al governo e al parlamento che raccolgono almeno 100mila firme vanno automaticamente considerate per un dibattito parlamentare.

Va detto però che per dare la propria adesione basta autodichiararsi cittadini britannici e residenti nel Regno Unito: non serve allegare documenti, è sufficiente indicare un codice postale corrispondente alla residenza dichiarata. Risultato: di fatto, chiunque può partecipare. In ogni caso, secondo la mappa pubblicata sul sito la più alta concentrazione di adesioni si trova nelle grandi città, Londra in testa.

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La Scozia non ci sta. Un secondo referendum per l’indipendenza della Scozia, all’indomani dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, è “un’opzione concreta“. Lo ha affermato il first minister scozzese, Nicola Sturgeon. Il governo scozzese chiederà di avviare “discussioni immediate” con Bruxelles “per proteggere il posto nell’Unione Europea della Scozia” che s’è espressa a favore dell’Europa.

 

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L’appello al sindaco di Londra Khan: indipendenza Sono oltre 130mila, poi, i sostenitori della petizione lanciata su Internet perché Londra si dichiari indipendente e resti nell’Unione Europea. A promuoverla sul sito Change.org sono stati alcuni sostenitori londinesi del Remain. “Londra – si legge nel testo – è una città internazionale e vogliamo restare nel cuore dell’Europa. Ma dobbiamo affrontare il fatto che il resto del paese non è d’accordo. Così, invece di votarepassivamente ma aggressivamente gli uni contro gli altri ad ogni elezione, rendiamo il divorzio ufficiale”. 

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Secondo i promotori il sindaco Sadiq Khan dovrebbe quindi proclamare l’indipendenza di Londra e presentare domanda di adesione all’Ue, “compresa l’appartenenza all’area Schengen (riparleremo dell’Euro)”. “Sindaco Sadiq, non preferirebbe essere presidenteSadiq? Faccia sì che questo accada!”, scrivono i promotori.

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