La Russia non abbocca alla scoperta provocazione di Ankara, e tiene la barra dritta sulle operazioni in Siria: i raid aerei saranno intensificati, nellla base aerea di Latakia verranno impiantate presto batterie di missili antiaerei “Triumf” e l’incrociatore missilistico “Moskva” è stato schierato nei pressi della costa, con l’obiettivo di distruggere qualsiasi bersaglio che possa costituire pericolo o venga ritenuto ostile. E se per il “Sukhoy” abbattuto l’altro ieri certamente non era così, d’ora in poi Mosca avrà tutti i morivi per ritenere “ostile” qualsiasi oggetto volante proveniente dalla Turchia, uccelli compresi, Nello stesso tempo “tutti i contatti militari con la Turchia vengono sospesi”.
Sergey Rudskoy, un alto funzionario dello Stato Maggiore, ha condannato l’attacco al bombardiere russo nello spazio aereo siriano come “una grave violazione del diritto internazionale”, ripetendo che il Su-24 è stato abbattuto sul territorio siriano. Il luogo dell’incidente era di quattro chilometri di distanza dal confine con la Turchia, afferma, e secondo il radar d’aviazione di Hmeymim, è stato il jet da combattimento turco che in realtà è entrato nello spazio aereo siriano per attaccare il bombardiere russo. Inoltre, qualsiasi attacco aereo da adesso in poi avrà la copertura dei “caccia”. Dunque, guai a chi si dovesse avvicinare.
Konstantin Murakhtin, il navigatore del jet abbattuto che è riuscito a sopravvivere assicura di “non aver violato lo spazio aereo di Ankara nemmeno per un secondo e di non essere stato avvertito in nessun modo prima di essere abbattuto. Non è possibile che noi si abbia violato il loro spazio aereo nemmeno per un secondo,stavamo volando a un’altitudine di 6mila metri in perfette condizioni meteo e ho sempre avuto il controllo totale della rotta. Non c’è stato nessun avvertimento, nè visivo nè via radio, il missile ha colpito la poppa del nostro aereo dal nulla, non abbiamo nemmeno avuto il tempo di compiere una manovra evasiva”.
Anche Rexhip Tayyp Erdogan si è accorto di avere fatto il classico passo più lungo della gamba, aiutato dal fatto che uno dei due piloti russi si è salvato ed adesso ha fatto ritorno alla sua base. Il presidente turco tenta di attenuare la tensione dicendo che al momento dell’abbattimento la Turchia non conosceva la provenienza del jet. “La Turchia sostiene la pace, il dialogo e la diplomazia – aggiunge – ed ha soltanto difeso la sua sicurezza e i diritti dei suoi fratelli turcomanni. Non ci sono terroristi di Daesh nella regione di Bayirbucak a Latakia. La Russia è nostra amica e nostra vicina. Abbiamo fornito alle sue autorità tutte le informazioni necessarie sul jet e non vogliamo un’ulteriore escalation. I canali di comunicazione restano aperti”.
La risposta di Mosca è gelida: “Dopo quello che è successo non possiamo escludere qualche altro incidente, e se succederà dovremo reagire in un modo o nell’altro”, ha avvertito Vladimir Putin , ed il ministro degli Esteri Sergey Lavrov è stato ancora più duro: “Questo non è stato un incidente ma un atto ostile deliberato” e per il momento Ankara deve prepararsi ai i primi, grandi danni economici : defunto nei fatti il progetto del gasdotto “Turkish Stream” , il primo ministroDmitry Medvedev accusato apertamente la Turchia di difendere militanti stato islamico.
“Questa non è una sorpresa – dice – considerando le informazioni che abbiamo circa l’interesse finanziario diretto di alcuni funzionari turchi relativi alla fornitura di prodotti petroliferi raffinati da impianti controllati da ISIS. Le azioni sconsiderate e criminali delle autorità turche hanno provocato una pericolosa escalation delle relazioni tra la Russia e la NATO, che non può essere giustificata da alcun interesse, compresa la protezione dei confini di Stato.”. Quindi, si può ipotizzare il ricorso ad un tribunale internazionale sui traffici petroliferi di Ankara, mentre quelle migliaia di aziende che complici le sanzioni fornivano alla Russia frutta e ortaggi freschi, possono chiudere bottega.
Se l’obiettivo di Ankara era quello di trascinare la NATO nel conflitto, l’ha fallito completamente, anche a giudizio di Ismail Hakki Pekin, ex capo del Dipartimento di intelligence dello Stato maggiore turco, la decisionedi abbattere il bombardiere russo è stata un grosso errore . l’aereo da guerra non rappresentava alcuna minaccia per la sicurezza della Turchia e non ha mostrato intenzioni ostili. La Russia ha anche schierato i suoi sistemi missilistici Iskander a Kaliningrad come rappresaglia contro le attività crescenti della NATO, bisognerebbe capire che la Russia ha un forte potenziale in questo campo, mentre la Turchia sta perdendo la sua posizione nella regione “.
(Giuseppe Zaccaria)
