Migranti: in Bulgaria c’è il carcere, in Norvegia vogliono congelarli

In Bulgaria retata contro gli immigrati clandestini e 280 arresti, mentre in Norvegia ha destra propone di mandare i migranti in una base al Circolo Polare.<br>

Migranti: in Bulgaria c’è il carcere, in Norvegia vogliono congelarli
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17 Novembre 2015 - 20.09


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Le stragi di Parigi unite ad una inesauribile pressione dei flussi sta provocando un deciso cambio di atteggiamento di molti Paesi europei nei confronti dei migranti: in Bulgaria, si è appena conclusa un’operazione di polizia congiunta fra ministero dell’Interno e Agenzia di Stato per la sicurezza nazionale che ha portato all’arresto di 280 stranieri entrati illegalmente nel Paese. Undici di essi sono presumibilmente coinvolti nella tratta di esseri umani, altri dieci persone che erano oggetto di ordini di ricerca sono stati prese in custodia, specifica il ministero dell’Interno.

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L’operazione congiunta è iniziata la mattina presto in nove città bulgare , sono stati perquisiti 620 siti, controllate 7114 persone e fermati 3231 veicoli e dall’intervento sono già scaturiti otto procedimenti penali. Negli ultimi mesi, la polizia bulgara hacondotto una serie di operazioni contro l’immigrazione clandestina, principalmente a Sofia ma anche in altre , arrestando centinaia di persone. La nuova situazione non sfugge all’analisi di studiosi e intellettuali ed anche nei Paesi vicini comincia a provocar qualche ripensaemento: in Slovenia, per esempio, il poeta Boris Novakpreconizza: “Fra cinquant’anni i nostri discendenti ci giudicheranno attraverso le immagini di filo spinato sul nostro confine , e questo sarà il nostro volto. La Slovenia dovrebbe guardarsi allo specchio e accettare il fatto che dirsi “quanto sono buoni gli sloveni” non supera il fatto che molti di noi non lo sono affatto, ed il filo spinato sta circondando anche i nostri cuori” .

Novak è uno dei quattro scrittori sloveni e poeti che hanno risposto ala costruzione di un recinto di filo, al confine con la Croazia durante la crisi dei migranti e ricorda l’assurdo comportamento delle autorità nei confronti dei rifugiati della guerra in Bosnia-Erzegovina, nonché la cancellazione di persone dal registro dei residenti dopo la dichiarazione di indipendenza, descrivendo i due fatti come il più grande disonore per la Slovenia.

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Secondo il poeta ,però, “ la situazione di oggi non può essere ridotta a esperienze passate. Si tratta di una nuova situazione storica che richiede un nuovo modo di pensare quando si riflette sulle nostre sfide. La tradizionale divisione fra sinistra e la destra è in gran parte scomparsa, ma ci sono alcune eccezioni rare, stiamo assistendo ad una caduta della sinistra non solo in Slovenia, e gli “ostacoli tecnici” che piazziamo alle frontiere hanno un doppio effetto, da una parte impediscono al mondo di entrare nel nostro territorio, ma impedisconu anche a noi di guardare il mondo e di entrare in esso”.

Anche la scrittrice Svetlana Makarovič[<7b] descrive la recinzione di filo spinato come disumana e inefficiente”Noi non vogliamo un recinto di filo spinato, gli sloveni ricordano le parole dell'inno nazionale? E come fanno i politici a dissacrare quelle parole con le loro azioni? La Slovenia non merita più il suo inno, dal momento che ormai è un Paese pieno di ignoranza, bugie e ipocrisia”. È per questo che lei propone un nuovo inno, la parodia dei una canzone per bambini su un cane da compagnia che custodisce Schengen, sperando in una carezza da "zia" Merkel. Sta di fatto però che gli attacchi terroristici a Parigi rafforzato i timori sugli immigrati e rifugiati dal Medio Oriente. Il presidente tedesco [b]Joachim Gauck[/b] ha ricordato le vittime degli attentati terroristici a Parigi durante una cerimonia a Berlino, nella giornata nazionale del ricordo delle vittime delle guerre.
L’attacco è stato diretto in Francia, ma anche alla società aperta, ha detto . Markus Meckel, membro del Bundestag ha confrontato l’attuale ondata di rifugiati a quella di 70 anni fa, quando, dopo la seconda guerra mondiale, milioni di persone emigrarono in cerca di sicurezza e nuove opportunità per la vita;”E ‘una sfida dalla quale ci sentiamo sopraffatti, ma dobbiamo essere onesti con quelle persone, traumatizzate dalla guerra e dalle esperienze più terribili”.

I gruppi della destra di tutta Europa, invece, naturalmente non perdono l’occasione per lanciarsi a testa bassa contro i profughi: “ Immigrazione e terrorismo vanno di pari passo”, come è dimostrato dagli attentati di Parigi perché alcuni delinquenti sono arrivati in Frania come migranti attraverso i Balcani – dichiara[b] Adam Mirkoczkiportavoce del gruppo nazionalista radicale ungherese “Jobbik” – non tutti gli immigrati sono terroristi, ma i terroristi possono utilizzare la migrazione di massa e gli immigrati possono essere facilmente radicalizzati”.

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Mirkoczki ribadisce la richiesta del suo partito di tenere un referendum vincolante contro l’immigrazione e le quote chieste dalla Commissione europea , e per l’espulsione di tutti i clandestini. Anche in Danimarca la destra alza il tiro, il “ Partito popolare” che è la seconda forza in Parlamento, propone che i profughi vengano inviati ad una base navale abbandonata in Groenlandia dove l’inverno la temperatura è di 20 gradi sotto zero, e in estate di pochi gradi sopra ed un esponente di nome Soren Espersen sostiene che la coalizione degli alleati occidentali, guidata dagli Stati Uniti deve iniziare a bombardare “i civili in Siria, cosa che non è ancora stata fatta perché siamo signori”, ha detto in tv.

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker , tenta di calmare gli animi e dice che i Paesi membri dell’Unione non dovrebbero abbandonarsi al primo impulso rifiutando i rifugiati . Tra siriani che cercano asilo in Europa, alcuni temono che, dopo gli attentati di Parigi contro di loro aumenteranno ostilità nei loro confronti e contro e
tale atteggiamento ha messo in guardia anche il ministro della Difesa tedesco ,Ursula von der Leyen: “Non tutti i profughi sono terroristi islamici, invito tutti astenersi da collegamento tra il terrorismo e rifugiati”, ha detto von der Leyen.

Fonti: AFP, STA

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