In Siria, le forze armate di Damasco assistite dalla copertura aerea russa si sono assicurate il controllo della principale autostrada per Aleppo, liberando la città strategica siriana che era stata assediata per due settimane.
Un “team “di specialisti ha già disarmato i numerosi ordigni esplosivi che erano stati piazzati lungo la strada, e mercoledì scorso le autorità siriane hanno riaperto la strada al traffico lasciando equipaggiamento militare lungo il percorso, così come camion che trasportano cibo e carburante. I soldati ai posti di blocco dicono che l’ autostrada sarà completamente aperta al traffifo civile in queste ore.
Aleppo è la capitale economica della Siria e la più grande città del Paese, nel 2011 aveva 2,4 milioni di abitanti, mentre 1,9 milioni di persone vivevano a Damasco. Dallo scoppio della guerra civile è diventata eteatro di intensi combattimenti costringendo molti a fuggire dalla città per rifugiarsi a Damasco.Quasi tutte le autostrade che collegano Aleppo a Damasco, Latakia e Hama, sono controllate da gruppi ribelli. due settimane fa, i combattenti dell’ ISIL avevano occupato la cosiddetta “strada della vita” che costituisce l’unico collegamento per arrivare a Latakia verso Occidente oppure ad Hama, Homs e Damasco nel sud.
Circa 1 milione di persone vivevano ad Aleppo, quando la strada è stata tagliato fuori dal resto del Paese, e la popolazione civile è rimasta priva di carburante, gas e cibo, mentre i prezzi salivano lle stelle e le forniture di base costavano fino a dieci volte di più che nel resto della Siria controllato da Damasco .
I “jet” militari russi hanno colpito bomba strutture di ingegneria dello Stato Islamico nel governo rato: non c’è elettricità, gli abitanti del posto usano generatori diesel per ricaricare telefoni e si accendono lampade nelle case, ma anche l’olio combustibile è diventato un bene raro.”Abbiamo dovuto mangiare cibo che avevamo messo da parte prima dell’assedio: grano saraceno, pasta, riso…un negozio che è a due chilometri da qui vende tutto a prezzi gonfiati , ed è troppo pericoloso andarci a causa dei bombardamenti,.”. ha raccontano Olga , una cittadina russa che vive ad Aleppo.
Le forze di Damasco lottavano per liberare la strada Ithriya-Khanaser a diversi giorni, e lo scontro con i combattenti dello Stato islamico è stato complicato dal fatto che costoro hanno ricevuto forniture dalla città siriana di Raqqa, capitale del cosiddetto Califfato.
Il 1 ° novembre, i militanti hanno lanciato un attacco alla città di al-Safira ma l’esercito assistito dalle forze aeree russe lo ha respinto, informa il ministero della Difesa di Mosca. Il giorno dopo l’esercito ha liberato Scheikh Ahmad, che si trova ad est di al-Safira. E’ interessante notare che le coordinate per alcuni degli obiettivi sono state fornite dall’opposizione siriana, che si batte contro ISIL e al-Nusra, aggiunge il generale Andrei Kartapolov, portavoce delle forze armate russe. Secondo Kartapolov, anche queste “forze patriottiche” sono state impegnate in una lotta di mesi contro le forze governative, ed hanno come obiettivo una Siria unificata, sovrana e libera.
Nel frattempo, gli abitanti dicono che le forze di Damasco hanno preso anche la parte orientale di Aleppo e adesso co trollano i quartieri di Midan, Sulaymaniyah e Azizia Anche la “Free Syrian Army “è presente in cittàe sta tenendo colloqui con Damasco e Mosca. Un “cessate il fuoco” e gli sforzi comuni per affrontare i radicali islamici sono i principali temi all’ordine del giorno.La parte occidentale della città è controllata da una serie di gruppi militanti, tra cui ISIL ed al-Nusra, così come altre organizzazioni meno note che si fanno chiamare “Leoni siriani” o “Guerrieri dell’Islam” .
Fonte: Agenzie
