L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) lancia un allarme: la nuova legge ungherese sui migranti, che entrerà in vigore la prossima settimana, potrebbe provocare il caos anche nei Paesi vicini, soprattutto se non verrà applicata correttamente.
“L’efficacia della norma dipende tutta dall’equilibrio nella sua applicazione, e se questo non dovesse avvenire di troveremmo sull’orlo del caos – avverte il direttore dell’UNHCR per l’Europa, Vincent Kossetel, dopo un incontro con i funzionari del governo ungherese a Budapest – c’è la forte necessità di un migliore coordinamento tra tutte le forze coinvolte nella gestione del problema, ovvero polizia, l’Ufficio per le migrazioni e poi l’esercito, le autorità locali e le agenzie umanitarie del confine”.
Il Parlamento di Budapest la scorsa settimana ha approvato una serie di leggi anti-immigrazione, compreso il diritto a considerare un criminale chi varca le frontierein modo clandestino.
Inoltre, sui suoi 175 chilometri del suo confine con la Serbia è stato costruito un muro di filo spinato, ma la barriera non è riuscita a bloccare l’enorme afflusso di rifugiati, ed anzi ha finito col trasformarsi in un caso mondiale. Dal momento in cui in Siria è esplosa la rivolta contro il regime di Assad, nel marzo 2011, più di 240.000 persone sono state uccise e 4 milioni di siriani sono fuggiti dal loro Paese, mentre più di 7 milioni sono gli sfollati.
Fonti: AFP, Reuters
