Venerdì l’Assemblea del Kosovo (organo legislativo del Paese) si riunirà per discutere ogni dettaglio relativo alle modifiche costituzionali da adottare per poter fondare una volta per tutte un Tribunale speciale destinato a giudicare i presunti crimini commessi quasi venti anni fa dai guerriglieri dell’Uck (Esercito di Liberazione del Kosovo), durante e dopo il conflitto armato con la Serbia. E la seduta è stata convocata dal primo ministro kosovaro Isa Mustafa, dato che qualche mese fa la Corte costituzionale ha assicurato chiaramente che gli emendamenti in questione – ai capitoli II e III – non comprimono in alcun modo le libertà fondamentali e i diritti umani. Dopotutto, le dichiarazioni rilasciate in queste settimane da molti leader della comunità internazionale sono sufficientemente eloquenti: o il Parlamento di Pristina darà via liberà alla riforma indispensabile per istituire l’organo giudiziario ad hoc oppure sarà il Consiglio di sicurezza dell’Onu ad occuparsene, l’avvertiento è giunto anche dalla Segreteria di Stat aericana. A rivelare l’appuntamento chiave di venerdì è stata la stampa serba, citando fonti interne al Parlamento kosovaro.
Nel frattempo, l’ormai famosa (e del tutto sconosciuta quanto a contenuti) piattaforma statale per il Kosovo e Metohija messa a punto dal capo di Stato serbo Tomislav Nikolic continua a restare avvolta nel mistero. Inviata esclusivamente al primo ministro serbo Aleksandar Vucic sei mesi fa, stando a quanto riferisce il quotidiano “Vecernje Novosti”, tale piattaforma non è stata letta né discussa da “alcun membro del governo di Pristina, dell’Ufficio e del Comitato parlamentare del Kosovo e Metohija”. L’unica cosa certa è che la strategia del presidente mira all’autonomia del Kosovo così come contemplata dalla Costituzione del 1974.
(Fonte: Beta)
