Un comunicato ufficiale del Command People’s Defense Units (YPG)di Kobanê rivela che l’esercito turco due giorni fa ha bombardato i campi di Difesa Unità Popolare e le posizioni del Free Syria Army nel villaggio di Zormikhar di fronte alla città terrorista occupata Jarabulus – con fuoco pesante da un carro armato. In questo attacco sono rimaste ferite quattro combattenti del FSA e diversi abitanti dei villaggi locali. E questa notte l’esercito turco ha bombardato di nuovo lo stesso villaggio con 7 turni di raid. Il comunicato spiega che “uno dei nostri veicoli è finito sotto il fuoco pesante turco a est di Kobanê (ad ovest di Tel Abyad) nel villaggio di Til Findire.
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Invece di puntare le posizioni occupate dai terroristi dell’Isis, le forze turche attaccano le nostre posizioni di difesa. Questo non è l’atteggiamento giusto. Esortiamo leadership turca a fermare questa aggressione e di seguire le linee guida internazionali. Stiamo dicendo all’esercito turco a cessare i tiri contro i nostri combattenti e le loro posizioni”. Così finisce il drammatico comunicato.
Insomma, come da più parti sospettato, la Turchia con la scusa dell’Isi vuole togliere di mezzo ogni espressione democratica legata al popolo resistente curdo. Nel silenzio complice dell’Occidente sempre più votata alla guerra finta all’Isi.
