“Non voglio intervenire nelle questioni giudiziarie, ma quel che posso fare in nome della Francia è sostenere sempre la libertà di espressione e di creazione e questo vale anche per gli autori, che possono essere francesi o italiani o di qualsiasi nazionalità e che non devono essere perseguiti per i loro testi”, sono le parole di François Hollande sul caso Erri De Luca.
Il primo marzo un gruppo di scrittori e intellettuali francesi ha pubblicato un primo appello su Libération , « Liberté pour Erri De Luca », chiedendo alla società franco-italiana Lyon Turin Ferroviaire (LTF) (diventata la TELT, Tunnel Euralpin Lyon Turin), di ritirare la denuncia contro il 64enne scrittore italiano per le frasi pronunciate agli inizi di settembre 2013: «La Tav va sabotata» (all’ Huffington Post ) e “Si può sabotare un’opera inutile e nociva, che in previsione distruggerà acqua, aria, suolo di quella valle. Si tratta di un necessario sabotaggio e di una necessaria ostruzione” alla trasmissione radiofonica La Zanzara .
Secondo i pm Andrea Parodi e Antonio Rinaudo sostengono che, in seguito alle parole dello scrittore, a partire dal settembre 2013 sono aumentate le violenze ai cantieri della Tav. Erri De Luca si dice invece convinto che dopo le sue parole gli atti di violenza sono diminuiti.
In difesa dello scrittore italiano si sono mobilitati oltre 300 tra intellettuali, politici e scrittori inizialmente soprattutto francesi, tra i quali Muriel Barbery autrice dell’ Eleganza del riccio , l’ex ministra della Cultura Aurélie Filippetti e la giallista Fred Vargas, già a in prima linea nella difesa di Cesare Battisti. A questi si sono aggiunti negli ultimi giorni altri autori di livello internazionale come Marc Lévy, lo scrittore britannico di origine indiana Salman Rushdie, l’americano Paul Auster.
Altri nomi sono gli scrittori spagnoli Antonio Muñoz Molina e Rosa Montero, l’argentino Guillermo Saccomano, l’algerino Boualem Sansal, il cileno Ariel Dorfman. Tra gli italiani, l’editore Carlo Feltrinelli. E poi l’ex presidente del Festival di Cannes, Gilles Jacob, quello attuale, Pierre Lescure, e il più importante editore francese, Antoine Gallimard.
