“La situazione umanitaria in Libia si sta deteriorando e deve essere affrontata”. A lanciare questo ennesimo allarme è stato l’inviato Onu per la crisi nel paese africano, Bernardino Leon. Intervenendo in videoconferenza da Roma al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Leon ha affermato che “le operazioni terroristiche dell’Is (il sedicente Stato islamico, ndr) in Libia mirano a rafforzare le divisioni politiche” e che i suoi “attacchi sono finalizzati a ostacolare una soluzione politica” alla crisi.
Leon ha fatto riferimento alla serie di attentati che hanno colpito Gubba (al-Qubbah in arabo), nell’est della Libia, il 20 febbraio scorso, facendo decine di vittime. Quegli attacchi, a suo dire, “erano un tentativo evidente di far deragliare ogni opportunità di soluzione pacifica della crisi libica”.
Secondo l’inviato Onu, inoltre, l’Is e altri gruppi terroristici “approfittano delle divisioni politiche esistenti per consolidare la loro presenza e influenza” nel paese. Leon ha anche affrontato la questione della recente uccisione di 21 copti egiziani da parte dell’Is in Libia, definendo l’episodio “terribile”.
