L’ex terrorsita Cesare Battisti ha confermato l’intenzione di ricorrere in appello contro [url”la decisione di espulsione”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=70148&typeb=0&Cesare-battisti-verra-espulso-dal-Brasile[/url] presa dalla giudice federale brasiliana Adverci Mendes de Abreu, secondo la quale Battisti “non ha il diritto” di restare nel paese.
Battisti è condannato in Italia all’ergastolo per diversi reati, tra i quali quattro omicidi.
Raggiunto telefonicamente da ‘Le Monde’, l’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo ha annunciato di voler ricorrere contro questo “ennesimo tentativo di destabilizzazione orchestrato contro di lui”.
Ministro Orlando: fermi sull’estradizione. Siamo pronti a intervenire – Il governo italiano è fermo nell’intenzione di chiedere l’estradizione di Cesare Battisti. Lo ha ribadito il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a margine della registrazione della puntata di ‘Porta a Porta’ che andrà in onda stasera.
“Abbiamo avviato i canali diplomatici. Il ministero – ha spiegato Orlando – si è attivato per capire le conseguenze di una sentenza che ancora non è definitiva. Se il provvedimento sarà confermato dalle competenti autorità brasiliane non porterebbe all’estradizione ma all’espulsione verso altri paesi”.
“Noi auspichiamo che il provvedimento dia luogo a una richiesta di estradizione – ha ribadito – l’abbiamo già fatta, il problema è che alla luce di questo nuovo provvedimento la richiesta potrebbe essere rivolta a un altri paesi”.
La decisione del giudice – Il magistrato ha deciso che si può iniziare la procedura di espulsione verso la Francia o il Messico, i Paesi attraverso i quali Battisti è passato dopo la fuga in Italia. “Si tratta del caso di un cittadino straniero con una situazione irregolare che, in quanto condannato per crimini nel suo Paese di origine, non ha diritto a rimanere in Brasile. Pertanto annullo l’atto di concessione della residenza di Cesare Battisti in Brasile e chiedo che venga applicato il procedimento di espulsione”, ha sentenziato la giudice federale Adverci Rates Mendes de Abreu.
