Egitto: rase al suolo 1.500 abitazioni nel Sinai

Il Cairo ha deciso, dopo l'ultimo attentato in cui hanno perso la vita 33 soldati, di costruire una zona cuscinetto di 13 km per isolare la Striscia di Gaza.

La creazione della zona cuscinetto tra Egitto e Striscia di Gaza
La creazione della zona cuscinetto tra Egitto e Striscia di Gaza
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1 Novembre 2014 - 16.27


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Ciò che resta delle case di circa 1500 famiglie egiziane nella zona di Rafah è un immenso cumulo di macerie. In questi giorni infatti l’Egitto sta costruendo una zona cuscinetto tra il Sinai e la Striscia di Gaza e per questo è stata interdetta un’area di 13 km e profonda 300 metri e tutto ciò che c’era nella zona è stato raso al suolo – abitazioni comprese. Lo scopo, dichiarato dal governo del Cairo, è di facilitare le operazioni antiterrorismo dell’esercito, dopo i sanguinosi attentati del 24 ottobre 2014 nel nord del Sinai, compiuti dal gruppo Ansar Beyt al Maqdes (affiliato allo Stato Islamico), in cui sono rimasti 33 soldati.

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Le autorità egiziane continuano a sostenere che, attraverso i tunnel tra il Sinai e Gaza, i terroristi riescano a rifornire di armi i ribelli. Con quest’area cuscinetto per l’Egitto si dovrebbero fermare definitivamente i terroristi. Nei giorni scorsi il giornale filo governativo egiziano El Watan aveva sottolineato che gli attentatori di Ansar Beyt al Maqdes sono stati addestrati nella Striscia di Gaza, sotto la direzione di Mumtaz Durmush, capo dell’Esercito dell’Islam, un gruppo salafita che opera da diversi anni nella Striscia. L’infiltrazione e il trasporto del materiale esplosivo nel Sinai, sempre secondo le autorità egiziane, sarebbe avvenuta attraverso uno di questi tunnel.

Per i palestinesi invece il comportamento egiziano è un’esagerazione e una scusa per coprire agli occhi dell’opinione pubblica il fallimento delle operazioni militari in corso da oltre un anno nel Sinai, che non hanno fermato i jihadisti.

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