Un nuovo sondaggio ha mostrato che il numero di scozzesi, che voterà il 18 settembre per lasciare la federazione del Regno unito, è in crescita. Secondo il sondaggio realizzato da YouGov per il Sunday Times, la forbice dei favorevoli all’indipendenza oscilla tra il 51% e il 49%.
“Questi sondaggi – ha dichiarato Alistair Darling, membro del partito laburista, sfavorevole all’indipendenza – possono e devono servire come un campanello d’allarme per tutti coloro che pensavano che il referendum avesse una conclusione scontata”. Anche il premier David Cameron, che ha saputo del nuovo sondaggio durante la sua visita annuale a Balmoral, ha discusso con la Regina delle sue preoccupazioni per il sostegno crescente al no.
La campagna elettorale del sì, sotto la spinta di Alex Salmond, ha dato i suoi frutti, dato che i sondaggi, realizzati meno di un mese fa, davano la vittoria dell’indipendenza sotto il 35%. Se il 18 settembre gli scozzesi dovessero votare sì, si aprirebbe in Uk la più grande crisi costituzionale negli ultimi 300 anni del Regno.
Tuttavia, un altro sondaggio realizzato da Panelbase per Yes Scotland ha messo in evidenza che in realtà il 52% degli scozzesi è ancora indeciso e su questa fetta di elettorato si sta concentrando la campagna “Better Together”, ovvero “Meglio Insieme” che vuole convincere la Scozia a rimanere a far parte della Gran Bretagna. Ma al momento, nemmeno le firme da parte di illustri personaggi inglesi, come artisti, intellettuali, scrittori, poeti e sportivi, sembrano aver convinto gli scozzesi, sempre più propensi a rimanere “soli”.
