Questo video monta le poche riprese fatte con una piccola videocamera e alcune fotografie. Non sono riprese fatte con una intenzione descrittiva, e tanto meno inseguendo una storia.
La storia c’era, il personaggio: l’unico che all’inizio e alla fine del video parla. Un uomo di 37 anni che viveva per strada in una città non sua, disorientato, uno dei tanti clochard che hanno per tetto il cielo fra la Medina e il vecchio porto di Tangeri. Solo che lui, fra prigioni e centri di accoglienza di mezza Europa, aveva continuato a leggere e a scrivere: racconti brevi, storie che si intrecciano, bizzarre anche buffe, divertenti, perché a differenza del grande Choukry non vuole scrivere una sua autobiografia, sarebbe troppo doloroso, diceva.
La sua storia nel video non c’è perché, sbagliando probabilmente, ho pensato di non potercela fare a raccontarla da solo, senza il caricabatterie della videocamera e con il solo cellulare. Seguire le sue giornate, le sue notti, sarebbe stato comunque un viaggio dentro la Medina più nascosta, quella più buia e dura, dove si gira con i coltelli e sembra che la Tangeri di Choukri sia rimasta com’era, come la descrive in Pane nudo o come può tornare in una vecchia foto di cinquanta anni fa.
Le altre riprese sono fatte a Chaouen, ad Asilah e a Marrakech, tutte di fretta, con la batteria che si scaricava. Materiale girato senza alcuna idea in testa, se non quella che delle riprese non avrei potuto fare alcun uso.
Non so valutare adesso il coefficiente di informazione del video. Sicuramente tutto quello che si vede è reportage ‘puro’, neppure lo scrittore clochard sapeva di essere ripreso mentre andavamo verso la gare routiere. Aveva deciso di tornare nella sua città, di cercare un lavoro, di finire il suo libro.
Spero che possa vedere questo video e che trovi la voglia di inviarmi i suoi racconti.
