A Donetsk si combatte: cento i morti

Ancora violenze nell'est russofono, dopo il trionfo alle urne di Petro Poroshenko. Secondo fonti mediche ci sarebbero almeno 30 morti.

A Donetsk si combatte: cento i morti
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27 Maggio 2014 - 14.20


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Non si ferma la violenza nell’est russofono all’indomani del trionfo alle presidenziali ucraine di Petro Poroshenko, il quale ha affermato di non aver intenzione di interrompere l’operazione militare contro i separatisti filorussi nelle regioni dell’Ucraina orientale di Donetsk e Lugansk. Secondo Poroshenko però l’operazione deve proseguire in un “nuovo formato”, deve essere “più efficiente” e va “condotta nel periodo di tempo più breve” possibile. Il ‘re del cioccolato’ ha quindi sottolineato che i militari ucraini devono essere armati ed equipaggiati meglio.

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È di almeno 100 morti il bilancio dei violenti scontri di ieri, come riferiscono fonti mediche nella città precisando che i cadaveri si trovano all’obitorio. Le autorità dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (Dnr) lanciano un appello per la mobilitazione di tutto il personale medico della città. «Ci servono dottori, volontari, donatori di sangue», recita il comunicato rilanciato dai network della Repubblica.

In precedenza, il ministro dell’Interno di Kiev aveva stimato “decine di morti” tra le fila dei ribelli, mentre il sindaco di Donetsk aveva parlato di 40 vittime: 2 civili e 38 combattenti tra entrambe le fazioni. La Dnr precisa che molte vittime sono legate all’attacco a colpi di rpg contro 2 camion con insegne mediche che trasportavano feriti. “È un crimine contro l’umanità”, hanno denunciato le autorità dei separatisti a Donetsk.

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L’obiettivo è l’aeroporto – Intanto questa mattina colpi di armi automatiche e sporadiche esplosioni risuonano stamani nei pressi dell’aeroporto di Donetsk. Lo riferiscono i residenti nell’area. Secondo altre fonti, le forze ucraine avrebbero preso il controllo del ponte Putilovsky, a nord della città non distante dall’aeroporto.

Il sito web dello scalo elenca una decina di voli in programma oggi, ma senza indicazioni di operatività. Non c’è nessun segno di attività, infatti, nell’aeroporto internazionale: i telefoni della direzione squillano a vuoto, così come quelli dei call center per i passeggeri.

Nel primo pomeriggio, però, l’aeroporto è stato dichiarato di nuovo “pienamente controllato” dalle forze armate di Kiev. Non è però chiaro chi controlli lo scalo e si sentono ancora spari ed esplosioni. Le compagnie aeree internazionali hanno confermato che i voli nell’aeroporto di Donetsk sono stati cancellati anche oggi.

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Guerra alla frontiera – Scontri armati si segnalano anche al confine russo-ucraino nella notte, dove le guardie di frontiera ucraina sostengono di aver intercettato una colonna di camion, pullmini e auto provenienti dalla Russia mentre entrava clandestinamente in Ucraina. Una parte del convoglio è riuscito ad entrare dirigendosi verso Antratsit, ma due auto e un pullmino carichi di kalashnikov ed esplosivi sono stati bloccati e un guerrigliero è rimasto gravemente ferito. Lo riferisce l’agenzia ucraina Unian.

Vittime anche a Sloviansk – Si tratterebbe di almeno tre civili, tra cui una donna. Lo affermano le emittenti russe, mostrando le immagini di tre cadaveri a terra, in un bagno di sangue. A loro vanno aggiunti altri due morti tra le fila dei miliziani separatisti.

Klitschko, smantellare barricate Maidan – Le barricate di piazza Maidan, a Kiev, “hanno adempiuto la loro missione e devono essere smantellate” in modo da riaprire al traffico il centralissimo viale Khreshatik e far “gradualmente tornare la città a una vita normale”. Lo ha detto il ‘dottor Pugno di ferro’ Vitali Klitschko, futuro sindaco di Kiev, secondo gli exit poll, dopo il voto di ieri.

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Cremlino: ancora presto per incontro Putin-Poroshenko – A poche ore dalla proclamazione ufficiale di Poroshenko come nuovo presidente ucraino, il Cremlino ha fatto sapere che è ancora presto per parlare di un incontro del neo capo di Stato con Vladimir Putin. Parlando con il quotidiano Kommersant, il portavoce di Putin ha ricordato la posizione del leader russo che, alla vigilia del voto di domenica, si era detto già pronto a collaborare con le nuove autorita’ di Kiev. “A oggi la posizione di Vladimir Puin non è cambiata” ha ribadito Peskov. E in risposta alle dichiarazioni di Poroshenko, che ha detto di voler incontrare l’omologo russo
nella prima metà di giugno, il portavoce ha osservato che “è ancora troppo presto per parlarne”.


Lavrov, rispetteremo volontà degli elettori
– Mosca rispetterà la volontà del popolo ucraino: lo ha detto oggi il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov commentando l’esito delle presidenziali ucraine di ieri. Mosca è pronta al dialogo con Kiev e con Petro Poroshenko – il candidato presidenziale in testa con oltre il 50% con il 61% dei voti scrutinati – ma senza mediatori esterni: è il messaggio indirizzato oggi all’Ucraina del dopo-voto dal ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov.

Gli Usa sosterranno Poroshenko – Gli Stati Uniti intanto fanno sapere che sosterranno il futuro presidente dell’Ucraina nei suoi sforzi per costruire una Ucraina “unita”. Lo ha detto il Segretario di Stato, John Kerry, commentando la vittoria di Petro Poroshenko. Washington, sottolinea Kerry, “è impegnata a lavorare con l’Ucraina e gli altri paesi per trovare una soluzione pacifica al conflitto”.

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Ianukovich, rispetto scelta popolo – Il deposto presidente ucraino Viktor Ianukovich, commentando le presidenziali del suo Paese, ha annunciato oggi di “rispettare la scelta fatta dal popolo ucraino nei tempi più difficili per la nostra patria, indipendentemente dall’affluenza alle urne in diverse regioni e dalla scelta fatta”.

Le salme di Rocchelli e del suo interprete russo lasciano Sloviansk – Le salme del reporter italiano Andrea Rocchelli e del suo interprete russo Andrei Mironov, uccisi sabato scorso nel villaggio di Andreevka, nell’est Ucraina, hanno lasciato l’obitorio di Sloviansk su un camioncino diretto a Kharkiv, dove i corpi saranno posti su due carri funebri. Le spoglie di Mironov saranno consegnate al consolato russo, quelle di Rocchelli saranno portate a Kiev, dove domenica sono arrivati i genitori. Lo hanno riferito all’Ansa fonti dell’ambasciata italiana in Ucraina.

Vladimir Putin, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a cui ha espresso il suo cordoglio per l’uccisione del fotoreporter italiano Andrea Rocchelli. Lo ha reso noto il Cremlino. Nella stessa telefonata, Putin ha chiesto che le autorità di Kiev fermino l’operazione militare nell’est dell’Ucraina, dove ha perso la vita il giovane, e avviino un dialogo con i leader delle regioni russofone per cercare una soluzione alla crisi.

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