Sono circa 35,5 milioni i cittadini chiamati a eleggere il quinto presidente nella storia dell’Ucraina indipendente. Centinaia di sostenitori dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk stanno dimostrando di fronte all’edificio dell’amministrazione regionale occupata dai filorussi. Miliziani pesantemente armati, a bordo di camion, hanno bloccato l’accesso principale alla zona.
Fonti locali hanno fatto sapere che sono tutti chiusi i seggi per le elezioni presidenziali a Donetsk. Secondo i media ucraini stamani è stato aperto un solo seggio, “poi sono arrivati una ventina di uomini armati, che hanno messo in fuga la commissione elettorale”. In tutta la regione, i seggi aperti sono 308 sui 2.430 previsti, rendono noto le autorità. I 35,5 milioni di elettori ucraini dovranno eleggere il successore del deposto presidente filorusso Viktor Ianukovich. Favorito è l’oligarca filo-occidentale Petro Poroshenko.
Intanto gli stessi separatisti stanno distruggendo a colpi di bastone delle urne elettorali davanti alla sede dell’amministrazione regionale. Altre urne vengono utilizzate come raccogli immondizia.
Alcuni “osservatori dell’Osce stanno lasciando l’est dell’Ucraina per ragioni di sicurezza”: lo scrive l’agenzia russa Interfax senza aggiungere altri dettagli. Al momento non ci sono conferme ufficiali.
Oltre che per le presidenziali ucraine, oggi a Kiev si vota anche per l’elezione (con ballottaggio) del sindaco. Secondo un recente sondaggio, il favorito alla carica di primo cittadino è l’ex pugile Vitali Klitschko, che si è ritirato dalla corsa alla presidenza per appoggiare Petro Poroshenko, e che dovrebbe raccogliere più del 40% delle preferenze: secondo tutti i sondaggi potrebbe mettere le cose in chiaro già al primo turno, senza bisogno di ricorrere al ballottaggio, previsto eventualmente il 15 giugno. In seconda posizione c’è Vladimir Bondarenko, deputato del partito ‘Patria’ di Iulia Timoshenko e attuale capo dell’amministrazione comunale, dato attorno al 10%.
Medvedev in Crimea – Il primo ministro russo Dmitri Medvedev si trova in Crimea nel giorno delle presidenziali ucraine. Oggi il premier è atteso all’ufficio immigrazione di Sebastopoli, dove sono rilasciati i passaporti russi agli abitanti della penisola che Mosca ha strappato all’Ucraina nel marzo scorso dopo un controverso referendum.
