Un gruppo di filorussi si è impossessato della sede locale della tv nazionale ucraina a Donetsk, capoluogo dell’omonima regione dell’Ucraina orientale e già teatro di scontri tra manifestanti filorussi e forze armate di Kiev. Secondo l’agenzia Ria Novosti, sull’edificio sventola ora la bandiera della ‘Repubblica popolare di Donetsk’.
L’Osce manderà oggi una squadra di negoziatori a Sloviansk, nell’est dell’Ucraina, per cercare di ottenere la liberazione dei suoi otto osservatori rapiti da militanti filorussi venerdì. Lo ha annunciato la portavoce dell’organizzazione. Per il leader separatista Viatcheslav Panomarev gli osservatori dell’Osce sono dei “prigionieri politici”. Proprio oggi i funzionari hanno incontrato la stampa e hanno riferito di “essere trattati bene, date le circostanze”.
Intanto, dalla Malaysia, il presidente americano Barack Obama ha spiegato che “è importante assumere nuove misure per far capire a Mosca che gli atti di destabilizzazione in Ucraina devono finire”, mentre il segretario di Stato John Kerry ha rinnovato al ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov l’allarme Usa sui movimenti delle truppe di Mosca ai confini dell’Ucraina. Movimenti definiti da Kerry ”provocatori”. Kerry ”ha espresso la sua preoccupazione sui movimenti delle truppe russe, sul sostegno russo ai separatisti e sulla retorica” di Mosca che mette a rischio la ”stabilita’, la sicurezza e l’unita’ dell’Ucraina”.
Prigionieri di guerra”. Così il leader separatista della città di Sloviansk, nell’est dell’Ucraina, ha definito gli 8 osservatori militari dell’Osce in ostaggio da venerdì dei filorussi. I separatisti ieri li hanno accusati di essere “spie della Nato” e hanno dichiarato di volerli scambiare con “prigionieri politici” filorussi. L’Osce manderà oggi nella città una squadra di negoziatori per cercare di ottenerne la liberazione.
Anche il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov, ha promesso di fare il possibile per la loro liberazione, ma ha chiesto al segretario di Stato Usa, John Kerry, di usare tutta la sua influenza per la liberazione anche dei leader filorussi arrestati nel sud-est dell’Ucraina, appoggiando così di fatto le richieste dei separatisti. Il leader dei filorussi di Sloviansk ha inoltre fatto sapere che sono stati catturati anche tre uomini dei servizi di sicurezza di Kiev.
Il Pentagono e Kiev: la Russia viola lo spazio aereo ucraino. Mosca smentisce
Intanto, il Pentagono e Kiev hanno accusato Mosca di ripetute violazioni dello spazio aereo ucraino da parte di suoi aerei militari. Accuse smentite dalla Russia.
Kiev chiude i rubinetti dell’acqua alla Crimea
Ad accrescere la tensione c’è anche la decisione di Kiev di chiudere i rubinetti dell’acqua alla Crimea, mettendo a repentaglio l’agricoltura della penisola annessa dalla Russia, anche se per ora non ci sarebbero problemi di acqua potabile, secondo il “presidente” Sergei Aksionov.
Obama: nuove sanzioni per punire provocazioni russe
Dalla Malaysia, dov’è in visita di Stato, il presidente americano Barack Obama torna a parlare della situazione in Ucraina e sottolinea che, nell’imporrne ulteriori alla Russia, Usa e Ue devono agire insieme. Le nuove misure, che probabilmente saranno imposte da lunedì, hanno lo scopo di mettere fine alle “provocazioni” russe nell’est dell’Ucraina, ha spiegato Obama, che poi ha spento i timori di una guerra fredda, aggiungendo che il vero problema è garantire l’indipendenza e la sovranità dell’Ucraina.
Nei giorni scorsi i 7 Paesi più industrializzati del mondo (G7) hanno deciso di imporre nuove sanzioni a Mosca. Un funzionario americano ha fatto sapere che, anche se i 7 agiranno in modo coordinato, ogni Paese deciderà quali misure adottare senza che necessariamente siano identiche. Segno di una mancanza di compattezza, soprattutto tra gli Stati Uniti e i vari Paesi europei, più legati economicamente alla Russia e minacciati dall’“arma del gas” in mano a Mosca. I 28 Paesi della Ue affronteranno la questione delle nuove sanzioni lunedì a Bruxelles.
Il premier ucraino ieri a Roma. Incontro con Renzi e con Papa Francesco “L’Occidente e la comunità internazionale faranno di tutto per preservare la stabilità”. Così il premier ucraino Arseniy Yatsenyuk ieri a Roma, dove ha incontrato Papa Francesco e il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Yatsenyuk è però tornato subito in Ucraina, senza fermarsi per la canonizzazione dei Papi, perché la situazione nel Paese è incandescente. Renzi ha espresso al collega ucraino “forte sostegno da parte dell’Italia al processo di riforme politiche ed economiche portate avanti dal governo di Kiev”.
I due hanno inoltre convenuto sugli impegni a rispettare gli accordi di Ginevra. Yatsenyuk è stato poi ricevuto in Vaticano da Papa Francesco che gli ha donato una penna. “Spero che con questa penna lei scriva la pace”, l’auspicio del Pontefice. “Lo spero anche io” ha risposto il premier.
