I filorussi contro gli accordi di Ginervra

Primi ostacoli all'accordo per la pacificazione dell'Ucraina. I capi delle quattro diplomazie: tutti i gruppi armati illegali dovranno lasciare gli edifici pubblici.

I filorussi contro gli accordi di Ginervra
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18 Aprile 2014 - 12.22


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I filorussi chiudono la porta a ogni tipo di accordo per risolvere la crisi ucraina. I separatisti, infatti, tengono saldamente il controllo degli edifici pubblici occupati nell’est dell’Ucraina all’indomani dell’intesa a Ginevra tra Kiev, Mosca, Washington e Bruxelles per allentare la tensione nella regione. Oggi gli insorti hanno fatto sapere di non aver intenzione di lasciare gli edifici amministrativi se prima non si dimette il governo “illegale” di Kiev. Lo ha detto uno dei portavoce dei pro-Mosca, Alexander Gnezdilov, in un’intervista alla Bbc.

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Il documento redatto in svizzera dai capi delle quattro diplomazie prevede una serie di “passi concreti”, come il disarmo di tutti i gruppi armati illegali, la restituzione di tutti gli edifici occupati, lo sgombero di tutte le strade e i luoghi pubblici, l’amnistia per quanti accetteranno tali condizioni, tranne quelli accusati di reati gravi. Insomma, un “disarmo bilanciato”, sorvegliato e coadiuvato dagli osservatori dell’Osce. C’è anche l’impegno ad una riforma costituzionale, insieme all’invito ad astenersi dalla violenza e ad avviare un dialogo nazionale.

Obama: sono solo speranza, non siamo certi di nulla – Barack Obama sembra voler mettere le mani avanti parlando dell’accordo raggiunto ieri a Ginevra. “Non possiamo essere certi di nulla. Credo ci sia la possibilità, la prospettiva, che la diplomazia possa distendere la situazione”, ha detto Obama rispondendo a una domanda sull’incontro avvenuto poche ore prima tra Stati Uniti, Russia, Unione europea e il governo ad interim di Kiev.

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Obama ha anche fatto riferimento alla nota congiunta pubblicata dopo il vertice in cui si chiede il disarmo dei gruppi di manifestanti filorussi e l’abbandono dei palazzi occupati nell’est dell’Ucraina, chiarendo che anche Mosca ha sottoscritto l’accordo. “Non sappiamo se questa presa di posizione (l’impegno preso a Ginevra, ndr) sarà rispettata nei prossimi giorni”, ha continuato Obama.

Il presidente – che ieri ha parlato sia con il cancelliere tedesco, Angela Merkel, che con il primo ministro del Regno Unito, David Cameron – ha anche attaccato il Cremlino: “Noi crediamo che ci sia la mano russa nelle devastazioni e nel caos che abbiamo visto nella parte sud e est dell’Ucraina”, ha aggiunto. E ha concluso: “La Russia ha l’opportunità di avere un approccio differente. Li stiamo incoraggiando a fare questo. Intanto stiamo preparando nuove sanzioni da usare nel caso in cui la Russia non prenderà una nuova rotta”.

Russia: l’opzione militare resta aperta – Vladimir Putin, da parte sua, pur auspicando il dialogo, ha lasciato intendere che l’opzione militare resta aperta. Il presidente russo ha condannato come un “gravissimo reato” la decisione di Kiev di usare l’esercito contro i filorussi del sud-est. A suo avviso, “la questione principale è garantire i diritti e gli interessi legittimi dei cittadini russi e russofoni nel sud-est del Paese”.

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