Con una Scozia indipendente e l’uscita di Edimburgo dal Regno Unito, la Gran Bretagna sarà costretta a ridimensionare le proprie forze armate, ad abbandonare il dispositivo militare nucleare e a rinunciare al seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
È questo lo scenario delineato dal vice ammiraglio John McAnally, che in un intervento sul Telegraph mette in guardia dai rischi, sul piano militare e politico, derivanti dalla possibilità che il referendum di settembre sancisca l’indipendenza della Scozia da Londra. Si tratta, per McAnally, delle «più grande minaccia strategica affrontata dalle nostre forze armate».
La Gran Bretagna e la Scozia separate l’una dall’altra diventerebbero, sostiene, «due nazioni in difficoltà alla periferia dell’Europa, senza i mezzi per difendere i nostri interessi. Nè i nostri alleati, nè i posteri ci perdonerebbero se commettessimo questo errore».
McAnally, ex comandante del Royal College of Defence Studies, ritiene infatti che vi siano «tutte le possibilità» che la Gran Bretagna sia costretta unilateralmente al disarmo nucleare. Il costo dello spostamento della flotta di sottomarini nucleari della Royal Navy, attualmente dislocati nella base di Faslane, in Scozia, sarebbe proibitivo e porterebbe, secondo il vice ammiraglio, allo smantellamento della stessa.
«Il nostro rapporto con gli Stati Uniti, il nostro status di potenza militare e perfino il nostro seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu sarebbero probabilmente perduti», ammonisce il vice ammiraglio.
